Droga, maxi carico per l’Abruzzo Stop all’affare da oltre un milione

Un 39enne arrestato vicino all’A14 con sedici chili di cocaina dall’elevato grado di purezza Gli investigatori trovano i panetti in un nascondiglio segreto ricavato sotto i sedili di una Bmw X5
CHIETI. Un carico di cocaina purissima pronto a inondare le piazze di spaccio abruzzesi. Sedici chili di droga che, una volta divisi in dosi e venduti al dettaglio, si sarebbero trasformati in un affare da almeno 1,3 milioni di euro. Il maxi sequestro è stato messo a segno dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti: in arresto è finito Artan Doka, 39 anni, originario dell’Albania e residente a Legnano, in provincia di Milano. È l’ennesima dimostrazione, dopo le recenti indagini degli investigatori dell’Arma sfociate in decine di arresti, di come la provincia teatina sia diventata il crocevia di traffici illeciti che varcano i confini regionali.
IL CONTROLLO
Le manette sono scattate sabato. I carabinieri, impegnati in un posto di controllo della circolazione stradale in contrada Cerreto, all’altezza della rotatoria che si trova vicino al casello autostradale dell’A14 Pescara sud-Francavilla al Mare, hanno fermato per una verifica di routine la Bmw X5 guidata da Doka, ufficialmente autotrasportatore, alle spalle un vecchio precedente per furto. A insospettire i militari è stato l’atteggiamento del conducente, che tradiva insofferenza e nervosismo ingiustificati. A quel punto è scattata un’approfondita perquisizione dell’auto che ha permesso di scoprire un nascondiglio segreto ricavato sotto i sedili posteriori, all’interno dell’abitacolo.
IL MAXI SEQUESTRO
Gli uomini dell’Arma hanno così trovato, ben stipati nell’intercapedine, 15 panetti di sostanza bianca, poi risultata cocaina, avvolti in involucri di cellophane e sigillati con del nastro da imballaggio. Il 39enne è stato dunque portato in caserma ed arrestato con le accuse di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’ingente quantitativo, mentre il carico, il veicolo e tre cellulari sono finiti sotto sequestro.
«VALORE INGENTE»
Considerando che, in media, la cocaina è attualmente venduta al dettaglio a 80 euro al grammo, il carico avrebbe fruttato quantomeno un milione e 280mila euro. Si tratta comunque di una cifra indicativa, suscettibile di essere rivista al rialzo, perché l’elevato grado di purezza non è un dettaglio: significa che quella droga poteva essere ulteriormente tagliata e “allungata” per poi essere spacciata negli ambienti della movida. Naturalmente non solo di Chieti e dintorni, perché la droga, come spiegano gli investigatori, «era destinata a rifornire le principali piazze di spaccio abruzzesi».
LA CONVALIDA
Ieri l’indagato – che non ha precedenti specifici ma che, nel 2007, finì nei guai per una storia di furto – è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti, Luca De Ninis, e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice, durante l’udienza che si è tenuta in videoconferenza, ha convalidato l’arresto e si è riservato la decisione sulla misura cautelare. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha sollecitato la conferma del carcere, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Sciascio del foro di Bologna, ha chiesto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.
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