Droga nascosta in cantina Sì all’arresto della badante

Interrogata dal Gip la donna trovata con eroina e coca per oltre centomila euro Il difensore: era tornata 15 giorni fa dall’estero, difficile che gestisse lo spaccio
VASTO. Il gip del tribunale di Vasto, Caterina Salusti, ha convalidato ieri mattina l’arresto di Elena Plescan, 52 anni, di origine romena, l’ex badante trovata dalla polizia con un chilo e duecento grammi di droga nello scantinato di casa. La droga suddivisa in confezioni da 25 grammi era destinata ai pusher.
«La mia cliente», dice il difensore della donna, l’avvocato Raffaele Giacomucci, «è tornata soltanto 15 giorni fa dalla Romania. Difficile che avesse potuto gestire lo spaccio. Del resto non era l’unica ad avere le chiavi di quello scantinato». La difesa sostiene quindi l’innocenza della donna e, soprattutto, nega che l’ex badante possa essere stata in grado di organizzare la distribuzione dell’eroina. Giacomucci ha richiesto per questo al giudice la scarcerazione della sua cliente o in subordine gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato di decidere entro cinque giorni.
Per il momento Elena Plescan è rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Madonna del freddo a Chieti con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il valore commerciale della droga sequestrata dalla polizia è di centomila euro.
La donna ultimamente non aveva lavoro. La polizia non esclude che avesse accettato di custodire la droga in cambio di denaro. A tradirla è stata la presenza attorno alla casa in cui abita di personaggi noti alla cronaca locale. «Va detto che all’arrivo degli agenti Elena Plescan è parsa subito agitata e con la scusa di dover prendere dei farmaci ha nascosto un portamonete con le chiavi dello scantinato in un cassetto pieno di biancheria», ha rimarcato il dirigente del commissariato, il vicequestore Alessandro Di Blasio. Anche l’amnesia della donna che ha finto di non ricordare a quale serratura corrispondesse la chiave dello scantinato, secondo la polizia è un indizio di cui tener conto e che non testimonia in favore dell’indagata.
Le indagini non sono affatto concluse, anzi il filone parte dal sequestro della partita di droga sistemata in una scatola di cartone: un panetto di circa 500 grammi di eroina purissima, più altre confezioni da 25 grammi ciascuna. Alcune erano sottovuoto, altre avvolte nel cellophan, diverse buste di mannitolo 50 grammi di cocaina. Le custodie e il materiale utilizzato per il confezionamento potrebbero raccontare molti particolari agli investigatori. Altrettanto le impronte digitali trovate sulle confezioni. (p.c.)
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