Droga nel Frentano, latitante ricercato I 15 arrestati da sabato davanti al Gip
LANCIANO. Partono da sabato gli interrogatori di garanzia dei 15 arrestati della maxi operazione antidroga “Arusha”. La banda italo-albanese, sgominata dalla polizia di Lanciano coadiuvata da Vasto...
LANCIANO. Partono da sabato gli interrogatori di garanzia dei 15 arrestati della maxi operazione antidroga “Arusha”. La banda italo-albanese, sgominata dalla polizia di Lanciano coadiuvata da Vasto e dalla squadra mobile di Chieti, coordinati dal procuratore facente funzioni Rosaria Vecchi, faceva arrivare fiumi di cocaina nel Frentano da Rimini e da Piazzola Sul Brenta tramite corrieri albanesi. Da sabato compariranno di fronte al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa per primi quelli che sono in carcere: Ednand Budlla, 28 anni, Gianni Marrocco, 37, Gianluca Pagliarone, 43 anni, tutti di Rocca San Giovanni, Sebastiano Vitullo, 43 anni, di Bomba, Guglielmo Lanza Silveri, 35, di Castel Frentano, Marcello Mastrangelo, 50 anni, di Santa Maria Imbaro, Giovanni Andreoli, 47, di Paglieta, Francesco Flamminio, 29 anni, di Fossacesia, Nadia Di Donato, 38 anni, di Lanciano. Poi mercoledì toccherà a coloro che sono ai domiciliari: Florentina Adele Drezaliu, 40 anni, di Rocca San Giovanni, Luan Haliti, 31, di Rocca San Giovanni, Pellumb Zylfo, 30 anni, di Rocca San Giovanni, Irene Ferrante, 35, di Perano, Antonio Ciccone, 40 anni, di Lanciano, Domenico Guiscardo, 44, di Rocca San Giovanni. La posizione più delicata è quella degli albanesi residenti a Rocca San Giovanni, dove la droga veniva nascosta nella pinetina, i quali ricevevano la sostanza stupefacente dai corrieri, la tagliavano e la giravano ai pusher locali per la vendita. Che avveniva a credito. Gli albanesi pagavano la droga ai corrieri e ai “capi” nel Riminese e nel Veneto dopo che i pusher piazzavano la roba. Anche tra i minorenni. Questo è uno degli aspetti più tristi di questa operazione che conta 15 arresti, un sedicesimo è ricercato in tutta Italia (Fatmir Budlla, fratello di Ednand in carcere), e 34 indagati. «Purtroppo quello della cocaina è un mercato fiorente che non accenna a diminuire e coinvolge sempre più minorenni», ha spiegato la Vecchi, «molti minorenni che acquistavano le dosi le pagavano anche con oggetti personali. I pusher, senza scrupoli, non esitavano a prendere loro orologi, cellulari e oggetti di valore che possedevano per farsi pagare. Lo spaccio e il consumo di droga è un fenomeno che c’è da sempre nel Frentano e che combattiamo da tempo». (t.d.r.)

