Droga nella riserva: condannato a due anni

Coltivò una piantagione di cannabis del valore di 50mila euro: all’operaio anche seimila euro di multa
LANCIANO. Due anni di reclusione e 6.000 euro di multa per aver coltivato illecitamente cannabis indica nella riserva Grotta delle Farfalle. È stato giudicato con il rito abbreviato Mauro Verì, operaio di 37 anni, di Rocca San Giovanni, a cui, nel settembre scorso, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Lanciano avevano sequestrato una distesa di piante di marjuana, con fusto alto 2,5 metri, in fiorescenza, niente meno che nella riserva naturale, luogo conosciuto per le sue bellezze naturali, per essere una riserva e un sito di importanza comunitaria che divide i comuni di San Vito e Rocca San Giovanni. Per l’accusa l’operaio aveva nascosto la sua piantagione alla fine di un’area boschiva a cui si accedeva passando attraverso i rovi. Che nascondevano un tunnel al termine del quale si apriva il “paradiso naturale” della cannabis con le piante che avevano quasi 11 chili di fogliame utili a produrre almeno 31.000 dosi di marjuana per un valore di oltre 50.00 euro. A processo il legale dell’uomo, Roberto Crognale, forte anche del fatto che l’operaio era incensurato, ha cercato di dimostrare che in realtà gli oltre 10 chili di fogliame contestati comprendevano ceppi e foglie non utili alla produzione di marjuana e che quindi si riduceva di ben due terzi la quantità di droga contestata. Il giudice Marina Valente ha condannato Verì a due anni di reclusione e 6.000 euro di multa. Crognale ha preannunciato ricorso in appello. Come quello che hanno preannunciato, sempre per condanne di droga ritenute ingiuste, gli avvocati Alfonso Ucci, Vincenzo Menicucci e Massimo Biscardi, legali di Simone Cecco D’Ortona, 27 anni, di Atessa, Vincenzo La Forgia, 49 anni, di Manfredonia, e Sante De Rosa, 31 anni, di Lanciano. I tre sono stati condannati, dal giudice Cleonice Cordisco, a un anno e due mesi di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di droga. A processo con loro anche: Nicola Della Morgia, 59 anni, di Lanciano, assolto; Livio Masciarelli, 27 anni di Lanciano, non luogo a procedere perché già giudicato per il medesimo reato; Clodio D’Aquino, 45 anni, di Lanciano, assolto perché il fatto non sussiste. Erano gli ultimi imputati del processo “Gipsy drug” nato dall’operazione di tre anni fa con la quale Procura e carabinieri hanno bloccato lo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare eroina, cocaina, marijuana e hashish, nel Frentano. Droga proveniente da Roma e Milano e smaltita da alcune famiglie rom che si avvalevano di pusher per piazzare la merce. (t.d.r.)
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