Droga nella trousse, condannata

In visita al marito in carcere portava con sé hashish, cocaina e pasticche
LANCIANO. Condannata a due anni e 4 mesi di reclusione e a 4mila euro di multa per aver portato la droga in carcere al marito. È la sentenza emessa con rito abbreviato dal gip Andrea Belli nei confronti di Gilda Ippolito, 31enne di Latina accusata di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il 20 aprile scorso la donna era andata a trovare il marito nel carcere di Villa Stanazzo, dove l’uomo è recluso. Ma, come emerso durante l’udienza, obiettivo della donna non era solo il colloquio col marito, per il quale era stata autorizzata ad entrare nel penitenziario, ma aveva portato all’uomo degli effetti personali e un “regalo”, della droga: hashish, cocaina e alcune pasticche di Suboxone, oppiaceo sintetico per sostituire la dipendenza da eroina. Il tutto era nascosto nella borsa e nella trousse.
Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano, guidata dal capitano Vincenzo Orlando, nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto alla criminalità e allo spaccio. I militari hanno fermato la donna nel parcheggio del carcere dove aveva lasciato l’auto, sulla quale aveva viaggiato con un uomo e due bambini, e l’hanno perquisita, trovando la droga. Nel porta trucchi riposto nella borsa c’era una stecca di hashish di 9,8 grammi e due involucri di cocaina di 1,60 grammi corrispondenti a sette dosi medie singole; nel fondo della borsa un’altra stecca di hashish da 3,1 grammi (tutto l’hashish avrebbe consentito di creare 75 dosi) e 14 pasticche di suboxone.
Arrestata, la Ippolito era stata poi posta ai domiciliari, e vi è ancora oggi. Ieri la sentenza con rito abbreviato. Il sostituto procuratore Serena Rossi ha chiesto al giudice 4 anni e 4 mesi di reclusione e oltre 20mila euro di multa. Il legale della donna, Vincenzo Menicucci, considerando che è incensurata e con il rito che prevede la riduzione di un terzo della pena, ha chiesto il minimo. Il giudice ha condannato la donna a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 4mila euro di multa. (t.d.r.)
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