Droga per la festa di compleanno

Il capo degli ultrà andava a comprare le dosi dall’amico di Sulmona
CHIETI. Un viaggio a Sulmona per comprare la cocaina da sniffare nel giorno del compleanno. A farlo – secondo l’accusa – sono Francesco Salvatore, capo ultrà del Chieti calcio e socio in affari dei fratelli Di Muzio, e Fabio Cavallucci, «altro personaggio dedito allo spaccio di stupefacenti».
È la mattina del 20 gennaio del 2018. «Salvatore», è scritto nell’informativa di polizia e finanza, «si reca d’iniziativa a prendere dei “provini” che gli consentano, oltremodo, di festeggiare il suo compleanno». A rifornirlo è l’amico di sempre, Giovanni Gigante.
Nel pomeriggio, Francesco e Fabio sono di ritorno verso Chieti, «visibilmente scossi». Ad ammetterlo è lo stesso Francesco: «Già stiamo imbrizzicati», dice in macchina, parlando al telefono con un altro componente degli 89 Mai Domi, espressione della tifoseria organizzata di cui lui è leader indiscusso.
Alle 18.37 i due vengono fermati dalla polizia per un controllo «certamente casuale, tanto che non viene rinvenuto lo stupefacente a bordo». Scampato il pericolo, Francesco esorta Fabio: «Veloce dai, prima che ci ripensano».
Il pusher Michele Montuori invece, parlando in auto con la fidanzata, svela i pomeriggi all’insegna dello sballo trascorsi nel ristorante braceria Bulldozer, di proprietà dei fratelli Di Muzio, i suoi “capi”: «Mi so’ collassato oggi, entro al Bulldozer, vado là in cucina, stavano Andrea (Di Muzio; ndr) di fronte Mauro (Paludi; ndr). Tavolino, bauletto, Mauro bandana rossa, canzone di Narcos». Michele inizia a ridere, poi aggiunge: «Gli ho detto che dovevano smettere! Mauro già stava imbrizzicato (in gergo, per dire “sballati”)».
Gli interrogatori degli arrestati, difesi – tra gli altri – dagli avvocati Vittorio Supino, Marco Femminella e Gianfranco Virzo, sono iniziati ieri e proseguiranno per tutta la settimana. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

