Droga, Polidori non risponde al giudice

Lanciano. Iniziati gli interrogatori dei 4 arrestati, il presunto capo della banda preferisce non parlare
LANCIANO. Uno si è avvalso della facoltà di non rispondere, l’altro ha ridimensionato il proprio ruolo nella presunta attività di spaccio scoperta dai carabinieri. Sono iniziati gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga “Lost signal”, che ha sgominato una rete di spaccio operante nel territorio frentano e fino alla costa. Ieri mattina il gip Massimo Canosa e il procuratore Mirvana Di Serio hanno sentito in carcere i primi due indagati. Roberto Polidori, 63 anni, ritenuto con la sua famiglia a capo dell’attività di spaccio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il difensore, l’avvocato Massimiliano Sichetti, ha chiesto che venga riconosciuta l’incompatibilità del regime carcerario con le sue condizioni di salute, e in subordine una misura meno afflittiva, ovvero gli arresti domiciliari. Differente approccio difensivo quello tenuto da Maurizio Petrillo, 50 anni, assistito dall’avvocato Gaetano Pedullà. «Il mio assistito ha parzialmente ridimensionato il suo ruolo», commenta il legale, «che non era propriamente quello di spacciare la sostanza stupefacente. Petrillo se la procurava per farne uso personalmente e come sorta di intermediario per alcuni conoscenti del Serd. Nella stessa ordinanza firmata dal Gip non emerge in modo certo che abbia agito con il concorso del Polidori». Il pm Di Serio contesta anche al Petrillo diversi episodi di cessione di piccoli quantitativi di stupefacenti. La difesa ha chiesto che gli vengano concessi gli arresti domiciliari. Su entrambe le richieste il procuratore si è riservata il suo parere.
Oggi, intanto, sono in programma gli altri interrogatori, de due indagati ai domiciliari. Luca Antonio Polidori, 26 anni, figlio di Roberto, e di Carolina Barlafante, 63 anni (indagata nello stesso procedimento), è incensurato e gli episodi di cessione di droga a lui contestati si fermano al mese di febbraio, prima che gli indagati scoprissero di essere intercettati. Come emerge dalle intercettazioni telefoniche, concorda con il padre di «restare fermi per un mese in attesa che cessino i controlli di polizia giudiziaria». Il giovane, a cui diversi acquirenti si riferiscono con l’appellativo di “Zio Poli”, è stato poi per un periodo all’estero, tanto che gli stessi carabinieri non si aspettavano di trovarlo in casa martedì all’alba, quando è stata data esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare.
Questa mattina viene ascoltato anche Anthony Bevilacqua, 27enne di San Vito Chietino a cui, come emerge dalle indagini, sembra delegata le gestione dello spaccio nella piazza locale.
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