Droga, scacco alla centrale dello spaccio

8 Agosto 2018

Cinque arresti, sequestrate 500 dosi di cocaina ed eroina e 7mila euro in banconote. Due cani poliziotto scovano gli stupefacenti

VASTO. Pantaloncini e magliette bianche per la cocaina, verdi per l’eroina. Era il gergo usato per commissionare le dosi di droga. Non è bastato per confondere gli investigatori. Ieri, all’alba, è scattata l’operazione “Clean shirt” del commissariato. Una persona è stata arrestata in flagranza, altre tre su disposizione del gip Fabrizio Pasquale, una quinta è stata presa in tarda mattinata e la Procura deve decidere il da farsi. A finire nei guai Cristina Spada, 43 anni residente a San Salvo, così come Piero Di Carlo, 32 anni; Mirko Di Giacomo, 36 anni, Achille De Rosa, 37 anni, e R.D.R., 36 anni, di Vasto. Cinquecento le dosi di droga sequestrate, 30mila euro il valore della cocaina trovata, 25mila euro quello dell’eroina più 7mila euro in contanti e una serie incredibile di sostanze già tagliate, confezionate come caramelle e pronte all’uso. A trovare la droga sono stati Katty e Ayrton, due pastori tedeschi delle unità cinofili della questura di Pescara che, in collaborazione al commissariato di Vasto, hanno ultimato l’operazione. I due cani hanno annusato la sostanza stupefacente in casa di Cristina Spada, arrestata in flagranza di reato. La donna aveva già un mandato di arresto per altre attività. In carcere con lei è finito anche Mirko Di Giacomo, mentre Achille De Rosa ed altri due arrestati sono finiti ai domiciliari. Per il quinto fermato sono stati trasmessi gli atti alla Procura.
L’AVVIO DELLE INDAGINI. L’attività di indagine è partita due anni fa da un colpo di pistola sparato contro la vetrina del Little Pet, negozio per la cura degli animali in corso Mazzini, a Vasto, il 7 ottobre 2016. Le ricerche hanno permesso di accertare grazie al sistema di videosorveglianza di alcuni privati e del Comune che l’autore del gesto intimidatorio aveva una utilitaria di colore rosso. Il giorno stesso, dopo lunghe ricerche tra Vasto e San Salvo, gli uomini dell’anticrimine hanno accertato che l’auto era utilizzata dal sansalvese Piero Di Carlo. La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo trasmettendo gli atti anche alla Dda dell’Aquila ipotizzando il metodo mafioso. L’Aquila, però, ha rinviato gli atti alla Procura di Vasto. Le indagini sullo sparo hanno portato a identificare con certezza l’autore dello sparo.
I RUOLI NELLA GANG. L’uomo con precedenti per spaccio ha portato gli investigatori dalla Spada. Sarebbe stata lei a tenere le fila dell’organizzazione dedita allo spaccio. «La Spada», ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il dirigente del commissariato, Fabio Capaldo, «si occupava degli acquisti e della cessione della droga. Non aveva rapporti con gli acquirenti. Il compito era affidato a un fedele collaboratore, Mirko Di Giacomo». Di Giacomo ogni giorno faceva più volte la spola fra la casa della Spada e i consumatori.
«La Spada», prosegue Capaldo, «aveva fra i fornitori Salvatore Maiello, già arresto il 14 febbraio 2017». L’ultimo punto di riferimento per i tossici della zona era Achille De Rosa che spacciava a Punta Penna. L’indagine ha portato a identificare più di 20 assuntori. A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore Gabriella De Lucia. De Rosa è ai domiciliari come pure Di Carlo accusato anche di danneggiamento e porto abusivo di armi. Cristina Spada e Mirko Di Giacomo sono in carcere. Ad assistere gli accusati sono gli avvocati Marisa Berarducci, Raffaele Giacomucci e Antonello Cerella.
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