Droga, è allarme: «Si comincia già a 15 anni»

21 Ottobre 2020

La direttrice del Serd: aumentato anche il consumo di alcol, gli adolescenti sottovalutano la pericolosità

LANCIANO. «Purtroppo non sono meravigliata dalla grande quantità di marijuana e hashish sequestrata negli ultimi giorni e né del tappeto di bottiglie di alcolici e non solo, rivenuti sul luogo dell’aggressione al 18enne lancianese. I cannaboidi sono assunti da giovani e adulti, il consumo è trasversale quindi molto ampio; l’alcol è molto diffuso tra i giovani, è facilmente reperibile e se ne sottostima la pericolosità». Queste le parole di Paola Fasciani, direttore del Servizio dipendenze patologiche (Serd) della Asl Lanciano Vasto Chieti dopo l’aggressione alla ex stazione, di un 18enne da parte di una baby gang, tra centinaia di bottiglie di superalcolici sparsi sul tracciato e dopo il sequestro di 13 chili di marijuana avvenuto tra Lanciano e Atessa nei giorni scorsi.
«Il consumo di alcol è in aumento», dice Fasciani, «e il primo bicchiere è a 13 anni. Tra gli adolescenti bevono in egual misura donne e uomini, anche se la stessa quantità di alcol viene assimilata in modo diverso in base al sesso e all’età. Ora poi è diffusa la pratica del binge drinking, l’assunzione cioè di dosi elevate di alcolici in un breve lasso di tempo, come avviene il sabato sera. Secondo gli ultimi dati consuma alcol il 57% dei giovani tra 15 e 16 anni, e si inizia a bere anche prima, a 13 anni». «Anche l’uso dei cannaboidi avviene prima, attorno a 15 anni», continua la responsabile del Serd di Lanciano e Vasto, Antonietta Fabrizio, «e oggi hanno effetti più devastanti perché si usano prodotti sintetici che creano anche maggiore dipendenza. A seguire ci sono la cocaina e l’eroina. La droga si associa all’alcol, il cui consumo è preponderante tra i ragazzi perché facile da reperire, al supermercato, e si pensa non sia pericoloso. Soprattutto le ragazze invece dovrebbero fare attenzione perché non lo metabolizzano come gli uomini». E il coma etilico di una ragazzina sabato sera, mentre si cercava di salvare la vita a Giuseppe D’Astolfo lo conferma. «Il consumo di cannabis tra i “nostri” 15enni è tre volte maggiore rispetto al resto d’Europa», riprende Fasciani, «non abbiamo in cura i ragazzini perché in questa età non c’è la consapevolezza di avere di una dipendenza, ma facciamo prevenzione, anche nelle scuole, e sappiamo che già a 14-15 anni si comincia ad assumere droga e c’è un mix di sostanze. Ad incidere su questi abusi è l’ambiente macro e micro in cui vive il ragazzo. Il quartiere, i posti che frequenta e la famiglia sono fondamentali. Sappiamo che il degrado attira degrado, quindi si può e deve intervenire sull’ambiente con più controlli, l’applicazione delle leggi: l’area è interdetta? Allora si multano i ragazzi. Poi c’è la famiglia, che deve essere presente e attenta. Assieme si può costruire una rete di protezione per prevenire questi fenomeni di dipendenza e deriva sociale».