Droghe, il Cipa: Ortona non è isola felice

ORTONA. Un problema serio, a volte sottovalutato, che merita un’attenta riflessione. Ricorre oggi la “Giornata internazionale contro il consumo e il traffico di droga”, indetta per la prima volta...
ORTONA. Un problema serio, a volte sottovalutato, che merita un’attenta riflessione. Ricorre oggi la “Giornata internazionale contro il consumo e il traffico di droga”, indetta per la prima volta nel 1987 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per ricordare l’obiettivo comune a tutti gli Stati membri di creare una comunità internazionale libera dalle droghe. Per l’occasione il Cipa onlus Ortona, impegnato da 30 anni nel settore delle dipendenze patologiche, ha invitato ad un momento di attenzione per rimarcare la questione, più che mai attuale anche nella città in cui opera.
«Pur non diffondendo dati per obblighi di riservatezza», hanno commentato dal Cipa, «da addetti ai lavori possiamo affermare che Ortona, in tema di consumo di sostanze stupefacenti, non rappresenta certamente un’isola felice. Lo confermano, tra l’altro, i numerosi interventi effettuati in città dalle forze dell’ordine sia di recente (nel marzo 2015 sono stati sequestrati ben 2,400 chilogrammi di marijuana) che negli scorsi anni (in particolare nel 2011 e nel 2009)».
Il quadro, poi, si sposta sulla situazione italiana che, secondo i dati, è davvero preoccupante. «In Italia i consumi delle droghe sono sempre più ricreativi e utilitaristici, cioè non comprendono necessariamente, come avveniva alcuni anni fa, la devianza o la scelta di uno stile di vita», hanno aggiunto dal Centro di informazione prevenzione e accoglienza. «La relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze 2014 evidenzia che il consumo di droghe cresce soprattutto tra i giovani, in special modo quello di cannabis (fascia di età 15-19 anni: il 24% nel 2014 contro il 21,60 nel 2013)». È diminuito, invece, il consumo di cocaina ed è rimasto stabile quello di eroina, stimolanti e allucinogeni.
Secondo il Cipa serve più partecipazione al problema: «Il dibattito si accende solo di fronte a qualche notizia in grado di suscitare clamore come, per esempio, la recentissima e a nostro avviso scellerata perché non risolve ma aggrava il problema, proposta di legalizzare la cannabis da parte di un gruppo di circa 200 parlamentari appartenenti trasversalmente a diversi partiti. La società mostra una certa assuefazione al fenomeno e, ormai, sembra conviverci». (a.s.)
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