Drone e volontari: caccia agli altri pezzi dell’arma del delitto

La mazza da minigolf usata per uccidere Ciammaichella trovata senza manico: le ricerche vicino casa della vittima
CHIETI. Gli uomini e le donne dei «soccorsi speciali», così è scritto sulle tute rosse e bianche, scendono con le funi nelle scarpate, mentre un drone si alza in cielo. Sono le nove del mattino in via Albanese, quartiere Sant’Anna. Ma tra la vegetazione che circonda le palazzine popolari del Comune, vecchi casermoni senza intonaco che affondano nel degrado più assoluto, non ci sono feriti o dispersi da recuperare: i volontari della Croce Rossa cercano il manico della mazza da minigolf con cui è stato colpito alla testa e ucciso, tra il 9 e il 10 novembre scorsi, il quarantenne Francesco Ciammaichella, che viveva in uno di quei modesti alloggi al civico 41. Il giorno del ritrovamento del cadavere, i carabinieri hanno sequestrato l’arma del delitto proprio all’interno dell’appartamento, vicino al corpo. Ma al bastone “smontabile” mancano due pezzi, tra cui l’impugnatura. E non è da escludere che l’assassino, o gli assassini, abbiano deciso di disfarsene per evitare di lasciare impronte o altre tracce utili all’identificazione. Ecco perché i militari della sezione operativa della compagnia di Chieti, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, decidono di scandagliare palmo a palmo la zona nei pressi dei condomini in cui abitano anche i due indagati per omicidio volontario: Cristian De Leonardis, 47 anni, e Silvia Capuzzi, 57.
Alle ricerche partecipano in quindici, compresi nove operatori “Smts”, ovvero che si occupano di soccorsi e mezzi con tecniche speciali. Il comitato locale di Chieti dell’associazione di volontariato ha allestito in strada anche «un posto di comando avanzato», una sorta di piccola sala operativa: qui, attraverso un computer, è possibile vedere in tempo reale le immagini riprese dalle telecamere montate sui caschi di chi si sta calando negli anfratti a poca distanza dal campo sportivo di Sant’Anna. Per farsi spazio in questi terreni abbandonati da tempo immemore, e diventati ricettacolo di rifiuti di tutti i tipi, i volontari utilizzano decespugliatori e roncole. Nulla è lasciato al caso: ogni operatore è dotato di gps in modo tale che, al termine delle operazioni, sarà possibile ricostruire nel dettaglio il percorso fatto, evitando così di tornare in luoghi già battuti nel caso in cui si rendessero necessarie nuove ricerche. Non solo il manico della mazza da minigolf: è caccia a tutti gli eventuali oggetti che possano essere in qualche modo legati all’omicidio.
La presenza di personale e mezzi della Croce Rossa attira la curiosità dei residenti. In casa c’è anche Capuzzi, che la settimana scorsa ha risposto alle domande del pm negando qualsiasi coinvolgimento nel delitto. Ma la donna resta nel suo monolocale mentre i volontari, a pochi metri, scrivono una pagina di grande abnegazione. De Leonardis, all’indomani dell’interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere, non è invece nel suo appartamento. Sono le 11.19 quando l’ultimo volontario riappare in strada. Del manico della mazza da minigolf, per ora, non c’è traccia.
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