Due anni per una mammografia

Policlinico, si allungano le liste di attesa per gli esami al seno. La protesta: prevenzione ostacolata
CHIETI. Un anno e mezzo per sottoporsi a una mammografia. Questi i tempi di attesa imposti dal policlinico di Colle dell’Ara ad una paziente teatinadi 63 anni. «Sono controlli ai quali mia moglie deve sottoporsi periodicamente per tenere sotto controllo delle cisti» spiega il marito «non è quindi un esame urgente, ma se si vuole puntare sulla prevenzione» puntualizza l’uomo «non si può fare aspettare un anno e mezzo una paziente».
La prenotazione è stata fatta ieri mattina al Cup dell’ospedale. «Negli anni precedenti» aggiunge il marito «non abbiamo mai aspettato tanto. Se l’esame fosse urgente l’unica strada sarebbe stata quella di rivolgerci a una struttura privata e quindi a pagamento. Abbiamo quindi deciso di attendere i tempi richiesti. Ma trovo che non sia giusto».
Al termine del colloquio con l’impiegata del Cup un piccolo spiraglio. «Mi è stato consigliato di richiamare verso la fine di ottobre perché, forse, si sarebbero potuti liberare dei posti. Il problema è che il numero preposto dalla Asl risulta sempre occupato quindi per comunicare con il Cup bisogna necessariamente andare in ospedale, fare file chilometriche per poi sentirsi dire che “purtroppo” non si è liberato alcun posto». Il problema delle lunghe liste d’attesa si trascina da anni all’ospedale clinicizzato di Colle dell’Ara. Nonostante gli annunci fatti dai manager che si sono avvicendati al timone della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. L’rdine di attesa non è fatta più di settimane e così, per una semplice visita nel reparto di Otorino bisogna aspettare da 6 mesi a un anno.
Ritmi lenti anche per chi deve sottoporsi a ecografie addominali e toraciche (oltre sei mesi). Non va meglio per il dipartimento di pediatria e urologia. Nel «blitz» del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, effettuato di recente al policlinico teatino, è stata annunciata la «necessità di un cambiamento nella gestione dei servizi offerti dalla sanità pubblica». Tutti si augurano che la «razionalizzazione «delle prestazioni» significhi tempi di attesa più brevi e non la semplice sostituzione dei vertici aziendali. (y.f.)
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