Due asili restano comunali Ma il piano finisce al Tar

Il Comune mantiene la gestione dei nidi di viale Amendola e via Amiterno Gli altri due a Chieti Solidale. Febo annuncia ricorso, Di Primio: soliti guastatori
CHIETI. L’amministrazione Di Primio decide quali sono i due asili nido che resteranno a gestione comunale ma il caso finisce davanti ai giudici del Tar di Pescara e il piano del Comune rischia già di arenarsi. Si apre un altro scontro in Comune tra il centrodestra del sindaco Umberto Di Primio e l’opposizione con il consigliere Luigi Febo (Chieti per Chieti) che annuncia: «Promuoveremo insieme alle famiglie un ricorso per cancellare una delibera sconcia, frutto dell’incapacità amministrativa e programmatoria di questa maggioranza e di questo sindaco». «I soliti guastatori», replica il sindaco.
NIDI COMUNALI. Secondo la delibera 587, approvata lo scorso 12 giugno dalla giunta, il Comune avrebbe personale a sufficienza per gestire, «nel rispetto della normativa regionale che prevede un rapporto educatrici/bambini di uno a 6», solo due nidi sui 4 cittadini. Per la gestione dei due asili, il Comune prevede una spesa di 77.011,55 euro all’anno a fronte di 144mila euro di «entrate presunte». L’atto della giunta, «al fine di soddisfare il bacino di utenza distribuito nel territorio comunale», indica che rimarranno a gestione comunale i nidi Pollicino in viale Amendola e Il riccio e la volpe in via Amiterno. La delibera spiega che sono stati scelti proprio questi due asili «in considerazione della loro posizione in prossimità di zone abitative più popolose e nei pressi di luoghi di lavoro e in considerazione delle preferenze espresse dall’utenza nelle pregresse richieste di iscrizione». Quindi, passeranno alla Chieti Solidale, società partecipata al 100% del Comune, i nidi Peter Pan in via Madonna delle Piane e La coccinella in via Arenazze, oltre al nuovo asilo Bambi in piazza Carafa, che dovrebbe essere pronto per settembre, e a un altro in costruzione nel quartiere Levante all’interno del complesso edilizio Abitare Abruzzo.
RICORSO AL TAR. Ma sul piano del Comune, che dovrebbe entrare a regime entro settembre, incombe il ricorso annunciato dalla minoranza: secondo Febo, non dovrebbe essere la giunta a decidere quali nidi tenere a gestione comunale e quali affidare all’esterno ma il consiglio comunale. Febo, poi, mette in discussione anche la scelta dei nidi: «Come si può sostenere che l’asilo di Madonna delle Piane non insista vicino a luoghi di lavoro o che insista in una zona poco popolosa? Basti pensare all’ospedale, all’università, alla zona industriale, al Villaggio Celdit, a contrada San Martino e alle zone Peep».
NO CONTRIBUTI. «Dalla delibera», prosegue il consigliere, «non si evince neanche chi dovrà sostenere i costi di gestione degli altri asili quando saranno affidati a Chieti Solidale. Le famiglie che non riusciranno a inserire i propri figli negli asili gestiti in economia, dovranno pagare l’intero costo? Da questo anno», denuncia Febo, «i contributi per la differenza sulle rette destinati alle famiglie, in lista di attesa e costrette per ridotta disponibilità di posti nei nidi comunali a rivolgersi a strutture private autorizzate, sono praticamente scomparsi. La situazione è tragica».
DI PRIMIO. Il sindaco non teme il ricorso: «A Chieti c’è chi si alza la mattina e, assumendosi responsabilità, cerca di dare soluzioni; poi, c’è anche chi si alza e pensa a come fare per danneggiare la sua città. Il centrosinistra», dice Di Primio, «non cerca la critica politica, loro fanno i guastatori che fanno crollare i ponti senza pensare alle conseguenze. Noi, invece, stiamo cercando di lasciare a chi verrà dopo di noi un Comune gestibile economicamente e con un portafoglio di interventi capaci di cambiare la città. Se il centrosinistra ha governato una volta e, poi, ha perso le due elezioni successive, qualcosa vorrà pur dire».

