Due gemellini in intensiva Il primario: ce la faranno

Neonati di 27 giorni ricoverati con il Covid, i casi pronti per essere studiati Il professor Gazzolo: «Episodi rari, forse sono causati dalla nuova variante»
CHIETI . Due gemellini di appena 27 giorni finiscono in terapia intensiva con il Covid. Quello che doveva essere un evento abbastanza raro, il contagio dei bimbi appena nati, si sta presentando con maggiore frequenza. Lunedì scorso il caso di tre neonati ricoverati in terapia intensiva all’ospedale di Pescara, ieri altri due neonati, due gemellini della provincia di Chieti, sono stati ricoverati al Santissima Annunziata. Sono arrivati all’ospedale teatino in mattinata con sintomi respiratori, accolti dai neonatologi dell’unità operativa diretta dal professor Diego Gazzolo che per prima cosa li hanno tenuti in una stanza del reparto in attesa dell’esito del tampone.
«I tecnici di laboratorio sono stati bravi a darci subito il risultato, nonostante l’affollamento di richieste», ha riferito il primario, «e quindi ci siamo accorti che avevano contratto il Covid». Da quel momento in poi in reparto è scattato subito il piano per accogliere questo tipo di pazienti: «Abbiamo dovuto riattrezzare la logistica del reparto», dice lo stesso primario, «perché le aree Covid sono ovviamente dedicate ed a bassa affluenza, con personale proprio». I gemellini sono stati sistemati in due dei tre letti di terapia intensiva neonatale Covid, ma le loro condizioni non sono critiche. Entrambi hanno una difficoltà respiratoria iniziale: «L’insufficienza respiratoria di grado medio-basso non ci preoccupa molto», dice Gazzolo, «ma ora dobbiamo capire come possono evolvere le condizioni dei neonati con questo tipo di insufficienza. In questo momento i dati di letteratura medica sono ancora pochi e diversi, se non discordanti tra loro». I fratellini sono nati 27 giorni fa al Santissima Annunziata. «Ed erano sani», riferisce il primario, «stupisce che si siano infettati una volta tornati a casa. Pensavamo che, per le particolari difese che i bimbi hanno alla nascita, pochissimi potessero infettarsi attaccati ai genitori. Questi probabilmente sono alcuni dei primissimi casi che sovvertono tale ipotesi. Magari è da attribuirsi alla nuova mutazione del virus».
Fino a ieri sera, Gazzolo era ancora in attesa del risultato del test molecolare e quindi non era in grado di dire se il virus che ha infettato i piccoli fosse riferibile alla variante Omicron. È certo, però, che il padre è positivo al Covid, mentre la mamma è negativa.
La Neonatologia teatina può contare su 10 posti di terapia intensiva (di cui 3 Covid), 10 di Neonatologia subintensiva e 15 posti del nido. Ma se i casi di neonati contagiati dovessero crescere, spazi e attrezzature potrebbero non essere più sufficienti.
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