Due lupi avvistati nel Chietino In campo i veterinari della Asl

28 Aprile 2018

FARA SAN MARTINO. I veterinari Asl sulle tracce dei lupi avvistati nel Chietino. Dopo alcuni tentativi infruttuosi di cattura, scende in campo una “squadra” di professionisti. Le segnalazioni al...

FARA SAN MARTINO. I veterinari Asl sulle tracce dei lupi avvistati nel Chietino. Dopo alcuni tentativi infruttuosi di cattura, scende in campo una “squadra” di professionisti. Le segnalazioni al Servizio sanità animale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti erano già pervenute, ma in questo ultimo periodo si fanno via via più numerose e riferiscono la presenza di lupi in almeno due zone: Fara San Martino e San Vito, comuni entrambi fuori dal perimetro del Parco nazionale della Maiella. Si tratta di episodi già noti ai veterinari, i quali, anche con l’ausilio di visori notturni a raggi infrarossi, ne stanno monitorando la presenza e gli spostamenti. Si tratta di un lupo di taglia grande, dal mantello rossiccio, presumibilmente maschio, avvistato tra Feudo d’Ugni di Fara San Martino e alcune contrade di Lama dei Peligni; l’altro esemplare è stato segnalato da un cittadino nel centro abitato di San Vito. I primi tentativi di cattura sono stati infruttuosi ma, promettono dalla Asl, l’azione dei veterinari nei prossimi giorni sarà più incisiva e condotta da professionisti riconoscibili dalle casacche indossate, recanti il logo Asl. Le operazioni, condotte in collaborazione con carabinieri forestali e personale del Parco, si svolgeranno al mattino presto, al crepuscolo e nelle ore notturne mediante visori a raggi infrarossi. L’obiettivo è la cattura degli animali tramite tele-anestesia al fine di monitorarne i parametri biometrici e per consentire la reimmissione in luogo idoneo alla sopravvivenza di questa specie selvatica. «Il lupo è un animale schivo», dice Giovanni Di Paolo, direttore del Servizio sanità animale, «che fugge dall’uomo e non lo attacca se non in particolarissime situazioni. Va preservato per evitare l’eccessiva confidenza con le zone antropizzate che ne metterebbe a rischio la sopravvivenza. Le azioni che stiamo mettendo in campo, dunque, hanno proprio la finalità di metterlo al sicuro, di evitare o, comunque, ridurre l’inquinamento genetico, ovvero l’incrocio tra lupi e cani domestici. Ovviamente si tratta anche di tranquillizzare i cittadini che potrebbero essere allarmati dalla presenza di questi esemplari nei centri urbani, ma non c’è da drammatizzare». (m.d.n.)
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