Due mesi fa la tragedia dei coniugi di Vasto

16 Gennaio 2018

Turdò (ProTrignina): strada pericolosissima con buche e dossi, gli automobilisti sono abbandonati

VASTO . Avrebbe dovuto essere un corridoio per favorire il benessere del territorio. È diventata, invece, un tappeto di vittime. L’incubo di tanti pendolari. I due automobilisti morti ieri sera allungano la tragica lista degli incidenti mortali sulla Fondovalle del Trigno. Solo due mesi fa, il 15 novembre, sulla Trignina aveva perso la vita una coppia di Vasto, Elio Ciroli e Maria Angela Di Renzo. I coniugi, in auto con i due figli, tornavano a casa da una cerimonia funebre. Ma la Statale 650 è da anni sul banco degli imputati. «È una strada pericolosissima», insiste Antonio Turdò, presidente del comitato ProTrignina Abruzzo e Molise, «gli automobilisti sono abbandonati». La Fondovalle del Trigno è una strada di primaria importanza sull’asse Adriatico-Tirreno che unisce Abruzzo e Molise e collega la nostra regione con la Campania, il Lazio e la Calabria. Da quando è stata chiusa la Sangrina, poi, è diventata l’unica via percorribile soprattutto per le bisarche che vanno a prendere i furgoni alla Sevel in Val Di Sangro. Purtroppo, nonostante sia una strada a scorrimento veloce e importante per l’economia dell’Abruzzo, è un susseguirsi di insidie. «La strada presenta delle buche e dei dossi che spesso fanno sbandare i veicoli e provocano conseguenze rilevanti sulle auto e sui loro occupanti», denuncia Turdò, «uno degli impegni della nostra associazione, nell’immediato, sarà quello di promuovere ed organizzare incontri e confronti continui con le istituzioni al fine di riuscire a far raddoppiare le corsie della Fondovalle Trigno, almeno da San Salvo a Bagnoli del Trigno. Vogliamo fatti non chiacchiere», tuona il presidente del comitato ProTrignina, «questo territorio ed i cittadini che lo abitano non possono più sopportare lo stato di abbandono e disinteresse. Il ministro Graziano Delrio ha eliminato le Province senza provvedere a sostituirle concretamente. Siamo stufi di pagare balzelli, tasse e bolli per strade senza segnaletica orizzontale e verticale, sconnesse ed abbandonate, senza manutenzione», conclude Antonio Turdò. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.