Due nuovi casi, quarantene in aumento

Il Covid potrebbe essere stato importato in città da una festa di laurea fuori regione. Via ai tamponi sulla comunità nigeriana
CHIETI. Salgono a 8 i nuovi casi di coronavirus a Chieti con 35 persone finite in quarantena. Ma i numeri potrebbero crescere ancora dopo i contagi iniziali di due commercianti del centro e di una mamma e un neonato di origine nigeriana. Ieri sono stati sottoposti a tampone decine di nigeriani che hanno avuto contatti con la famiglia contagiata e c’è attesa per i risultati. «Stiamo aspettando i dati sugli ultimi positivi e ci sarà sicuramente un aumento delle persone in quarantena», annuncia il sindaco Umberto Di Primio, «non bisogna abbassare la guardia».
Intanto, dal laboratorio di genetica molecolare del Cast (Centro studi e tecnologie avanzate) dell’università d’Annunzio, guidato da Liborio Stuppia, arriva una prima indicazione sull’origine del focolaio: il Covid potrebbe essere stato importato in città «da una festa di laurea in Emilia Romagna». Resta ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Pescara il negoziante di via Arniense; i familiari sono assistiti a casa. Tra i contagiati c’è anche la commessa di un negozio del centro commerciale Megalò: dalla pagina Facebook ufficiale, la direzione del Megalò ha reso noto che «in seguito alle verifiche delle autorità, tutti i negozi restano pienamente operativi. Sono state già predisposte tutte le procedure atte a isolare il caso, verificando tutte le possibili catene di contagio e avviando quanto previsto dal protocollo».
In questa situazione, il direttore generale della Asl Thomas Schael lancia un appello ai sindaci e alle forze dell’ordine per aumentare i controlli, soprattutto sulla movida visto che l’età media dei nuovi contagiati si abbassa sempre di più e ora si attesta a circa 43 anni con una percentuale pari al 61% di soggetti positivi con meno di 51 anni. «Alcune delle persone risultate positive al tampone, negli ultimi episodi che si sono verificati nella nostra provincia», dice Schael, «avevano partecipato a eventi di interazione sociale e ciò dimostra quanto sia importante continuare a mantenere alta l’attenzione sui comportamenti a rischio». Mascherine, lavarsi spesso le mani, stare a distanza ed evitare gli assembramenti. La Asl invita sindaci e forze dell’ordine «a disporre opportune iniziative informative e più capillari controlli». Nella nota, il direttore Asl segnala, in provincia di Chieti, «frequenti episodi di assembramento soprattutto tra soggetti in giovane età, ma non solo, sia all’aperto sia in ambienti chiusi, oltre ad avere notizia di scarsa osservanza delle suddette disposizioni nelle diverse attività per le quali sono previste specifiche disposizioni relative al distanziamento interpersonale o all’uso delle mascherine e di altri eventuali dispositivi e misure di protezione».

