Due offerte per acquistare la Dialifluids

17 Febbraio 2015

CANOSA SANNITA. Si è consumato ieri mattina l'ennesimo capitolo della vertenza Dialifluids di Canosa Sannita. Al ministero dello Sviluppo economico si è svolto un incontro di aggiornamento del...

CANOSA SANNITA. Si è consumato ieri mattina l'ennesimo capitolo della vertenza Dialifluids di Canosa Sannita. Al ministero dello Sviluppo economico si è svolto un incontro di aggiornamento del tavolo di lavoro sullo stabilimento che produce sacche per pazienti uremici in dialisi, al fine di fare il punto della situazione su ciò che si sta delineando in vista di luglio quando, se non ci dovessero essere acquirenti disposti a rilevare il sito di proprietà della Fresenius Medical Care, la fabbrica chiuderà definitivamente.

Al tavolo ministeriale, a cui hanno partecipato sigle sindacali, rappresentanti della Regione Abruzzo, Rsu e il primo cittadino di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, è stato ribadito l'interessamento all'acquisizione dello stabilimento di due aziende italiane operanti nel settore biomedicale. Una notizia che già era stata annunciata nell'ultimo vertice al Mise, risalente a dicembre. I lavoratori vorrebbero conoscere l'identità di questi due gruppi che, tuttavia, a loro rimane sconosciuta. Delle misteriose società si sa che una è impegnata nel campo della produzione e commercializzazione, l'altra solo nella commercializzazione, ma vorrebbe avviarsi anche nella produzione. In una nota la Dialifluids ha fatto sapere di aver «considerato credibili i due soggetti imprenditoriali dopo una fase di valutazione». Per tale motivo con questi «ha avviato una fase di ulteriore approfondimento. Per poter procedere alla vendita dello stabilimento è necessario trovare un compratore affidabile, con un business esistente sostenibile ed un piano industriale in grado di assicurare il futuro produttivo del sito in maniera autonoma». La Regione e i sindacati hanno chiesto durante l'incontro di stringere i tempi in queste trattative, per tentare di salvare gli oltre cento posti di lavoro a rischio. Proprio su questo aspetto, la Dialifluids sta rispettando gli accordi sottoscritti con i rappresentanti sindacali, garantendo l'attuazione di un piano sociale che prevede anche l'eventualità di ricollocazione in altre aziende del gruppo Fresenius. In particolare, è stata identificata la possibilità di spostare nel 2015 almeno 20 lavoratori nella sede della SisTer, a Palazzo Pignano, in provincia di Cremona.

Alfredo Sitti

©RIPRODUZIONE RISERVATA