Due piani contro l’inquinamento della falda

24 Gennaio 2018

Le aziende avanzano proposte per la messa in sicurezza: il Comune detta prescrizioni per i lavori

CHIETI. La ditta Mantini non è l’unica a muoversi per contenere l’inquinamento in una zona già contaminata. Se la Mantini è pronta ad avviare la prima operazione di bonifica attraverso il fitorimedio – fiori, piante e alberi per abbattere le sostanze tossiche nel terreno – altre due aziende dello Scalo hanno presentato piani di messa in sicurezza per evitare inquinamento della falda idrica che, adesso, sono al vaglio del Comune.
La Meccanica C.T., che si occupa di manutenzione agli impianti, deve avviare un intervento «al fine di evitare la diffusione della contaminazione al di fuori del sito» di sostanze come manganese, cloruro di vinile, 1.1dicloroetilene, tricloroetilene, 1.2 dicloropropano, 1.2 dicloroetilene. Un sito, quello della Meccanica C.T., che «è da considerare contaminato» ma, in base al documento di Analisi di rischio, non ci sono pericoli per i lavoratori mentre così non è per la falda. Per questo, il Comune ha dettato prescrizioni all’impresa: un anno per mettere a punto «un progetto di messa in sicurezza e/o di bonifica».
Nel sito della Walter Tosto, multinazionale della caldareria, è segnalato «un rischio per la risorsa idrica per i parametri di ferro, manganese e solventi clorurati». Per questo, l’Arta di Chieti ha evidenziato «la necessità di urgente attivazione da parte della società Tosto di opportuni interventi di messa in sicurezza per le acque sotterranee» a causa «della contaminazione da solventi clorurati». Come per la Meccanica C.T., il documento di Analisi di rischio «evidenzia l’assenza di un rischio sanitario» mentre è reale «un rischio per la risorsa idrica». Il Comune ordine controlli: due campagne semestrali per misurare le concentrazioni di ferro, manganese, solventi clorurati cancerogeni e non cancerogeni ed entro un anno «dovrà essere presentato il report conclusivo dei monitoraggi».