«Due ragazzini aggrediti con le forbici»

14 Giugno 2015

Tentata rapina alla villa, sono stati due stranieri: post su facebook mette in allarme carabinieri e polizia

CHITI. «Aggrediti nel centro di Chieti con una forbice... Ho preso una corsa, gli ho urlato contro e sono scappati... mi hanno seminato... Stranieri». La confessione choc la troviamo pubblicata su facebook. A parlare è un ragazzo di Chieti, L.B., che racconta sul social network quanto sarebbe accaduto a suo fratello e a un amico, entrambi minorenni, nella notte tra venerdì e sabato. Intorno all’1.30 i due ragazzi si trovavano in pieno centro cittadino, nei pressi della villa comunale, quando avrebbero subito l’aggressione. Contro di loro si sarebbero rivolti degli stranieri che li avrebbero minacciati con un paio di forbici in mano. “Volevano il cellulare di mio fratello”, continua il racconto, “solo io ho potuto difenderli... Avevano la mia età i ladri”. Si è provveduto anche a chiamare i carabinieri, intervenuti nella stessa notte. Del caso si è interessata successivamente la polizia che ha inviato investigatori nella giornata di ieri, che però, almeno al momento, non avrebbero trovato riscontri al racconto pubblicato su facebook. Il caso, dunque, resta ancora tutto da verificare, cosa che dovrà essere fatta con attenzione visto che la vicenda coinvolge dei minori. Ben più grave, invece, è l’episodio di due giorni fa accaduto in piazza Trento e Trieste, quando un diciannovenne pescarese di Rancitelli, F.C., ha seminato il caos alla Trinità. Nonostante la condanna ai domiciliari a Francavilla, giovedì mattina il giovane se ne andava in giro per Chieti ubriaco. Quando era ancora minorenne aveva sequestrato una ragazzina di Chieti e per questo era finito agli arresti domiciliari. Da cui è evaso proprio per tornare a cercare la ragazzina teatina. Ha fatto irruzione in bar e negozi, terrorizzando proprietari, dipendenti e clienti e arraffando merce senza pagare. In meno di una sola ora, dalle 8 alle 9, era riuscito a seminare il panico alla Trinità. Fino a quando non sono intervenuti i carabinieri e polizia. All’arrivo delle forze dell’ordine, il 19enne ha pensato bene di darsela subito a gambe, non prima, però, di aver lanciato un bicchiere contro i vigili urbani, aver chiamato per nome un coetaneo che era con lui e aver pronunciato anche il nome della ragazza di Chieti che era venuto a cercare. Ma quest’ultimo nome ha permesso di risalire alla sua identità. (a.i.)