Due studenti bocciati fanno ricorso al Tar E ora uno è promosso
I genitori degli alunni del Masci impugnano i verbali dei prof E in un caso il verdetto dei docenti è ribaltato: «Voti sbagliati»
CHIETI. I genitori degli studenti non accettano più i giudizi dei prof, mettono in discussione le valutazioni nonostante i 3, i 4 e i 5 in pagella e regalano ai propri figli i ricorsi al Tar per strappare la promozione a colpi di atti giudiziari. E c’è chi, grazie agli avvocati, è riuscito a evitare la bocciatura con la formula del «ricorso accolto» e chi invece, nonostante gli interventi dei legali, si è visto confermare i voti negativi anche da una sentenza. Gli ultimi casi si riferiscono a due studenti del liceo scientifico Masci: un 18enne non era stato ammesso all’esame di maturità ma, grazie a un decreto cautelare e un’ordinanza emesse dal Tar, ha sostenuto le prove scritte e orali e le ha anche superate; un altro alunno, 17 anni, iscritto al quarto superiore, è stato bocciato e i giudici hanno confermato i voti negativi degli insegnanti.
L’esame negato ma superato. Secondo i docenti, le insufficienze del 18enne in italiano (5), latino (4), matematica (5) e fisica (4) sarebbero state troppo gravi e l’alunno avrebbe dimostrato anche un «metodo di studio non adeguato, scarsa applicazione e scarso interesse nei confronti delle discipline». Secondo lo studente, invece, i docenti avrebbero «omesso» di valutare «gli esiti delle attività di recupero poste in essere dopo il primo quadrimestre svolte con profitto». Grazie al ricorso della famiglia, assistita dall’avvocato Michele Di Toro, allo studente è stato consentito di sostenere l’esame di Stato e lui l’ha anche superato.
«Errore dei prof». Secondo i giudici, l’esame superato significa che il parere dei prof era sbagliato all’origine: «Il superamento dell’esame di maturità», dice la sentenza, «determina di per sé la manifestazione dell’erroneità del giudizio di non ammissione sul presupposto che “l’alunno non disponga di una preparazione che gli permetta di affrontarne le prove”, visto appunto che le prove sono state poi invece superate».
Bocciato (anche dal Tar). Adesso le mamme e i papà si mettono a fare pure gli investigatori privati per confezionare gli atti da inserire nei fascicoli giudiziari : un ragazzo di 17 anni del 4° anno è stato bocciato dopo i corsi di recupero di agosto e la sua famiglia ha impugnato la bocciatura denunciando «l’irregolarità dell’iter procedimentale seguito nello svolgimento delle verifiche» e anche «disparità di trattamento». I genitori dello studente hanno tentato anche il paragone con i voti presi da una compagna di classe «che pure aveva riportato insufficienze nelle prove scritte di recupero di latino (riportando la votazione di 4/10) e matematica (riportando la votazione di 5/10) e che, pur partecipando alla discussione orale, secondo quanto emergerebbe dagli atti, non avrebbe neanche in quell’occasione fornito ulteriori elementi per un positiva valutazione - si sarebbe vista aumentare entrambi i voti sino alla soglia della sufficienza, secondo un parametro di giudizio ignoto e comunque radicalmente diverso da quello utilizzato per il ricorrente». Le prove di recupero, per i docenti, avrebbero «riconfermato le medesime insufficienze con il voto di 4 in tutte e tre le materie oggetto di sospensione (pur avendo riportato 3 allo scritto di latino a causa di “gravi e ripetuti errori morfosintattici che caratterizzano il lavoro” che veniva elevata a 4 poiché le prove finalizzate a rimuovere la sospensione del giudizio possono concludersi solo con una soluzione di conferma o migliorativa rispetto allo scrutinio di giugno)». (p.l.)

