Duecento bambini restano senza pediatra

19 Novembre 2021

Scontro al Tar tra medici dell’infanzia e la Asl sospende l’ultima dottoressa nominata 5 mesi fa: scoppia la protesta dei genitori

CHIETI. Quasi duecento bambini di Chieti senza pediatra. E potrebbe andare avanti così per un anno: almeno fino al 14 ottobre del 2022. È la conseguenza di uno scontro giudiziario tra medici dell’infanzia davanti al Tar di Pescara. La protesta delle famiglie è iniziata e sono spuntati anche gli striscioni lungo le strade della città: “Vergogna. I nostri bimbi di nuovo in coda”, “Non scherzate con la vita dei nostri figli”, “In pandemia non si perde tempo con la burocrazia”. In queste ore, i genitori dei bambini rimasti senza assistenza medica, proprio mentre si assiste a un colpo di coda dell’emergenza Covid, stanno mandando una raffica di mail alla Asl: «Noi genitori ci sentiamo danneggiati dalla decisione di questa Asl che ha sospeso la nostra pediatra per un semplice contenzioso con un’altra dottoressa». Il testo della mail bombing prosegue: «Si chiede che venga riconfermato l’incarico alla nostra pediatra, soprattutto visto il momento che stiamo vivendo. In caso contrario valuteremo se restare senza assistenza del pediatra di famiglia in quanto non sussiste più libera scelta».
PEDIATRI AL TAR Tutto ruota intorno a un contenzioso ancora aperto: per Chieti sono previsti 5 pediatri pubblici. Ma dopo il pensionamento non programmato di uno di loro, ne sono rimasti soltanto 4, tre dei quali massimalisti cioè impossibilitati ad accogliere altri pazienti: la Asl, di fronte a questa carenza giudicata «straordinaria ed eccezionale», ha nominato un’altra pediatra il 22 giugno scorso con una delibera del direttore generale Thomas Schael. Ma la nomina è stata contestata dall’unica dottoressa non massimalista che, assistita dagli avvocati Giuseppe Cantagallo e Fabrizio Rulli, ha presentato ricorso al Tar. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso: «Nel caso di specie», recita l’ordinanza firmata dal presidente Paolo Passoni, «l’amministrazione, per rilevare una carenza straordinaria di tal genere e al di fuori dei termini, avrebbe dovuto rispettare i parametri dell’articolo 2 accordo regionale 2021; nella vicenda in questione tale termine non è stato rispettato non trattandosi di ricognizione ordinaria ma straordinaria per cause riconducibili a quelle speciali». Secondo il Tar, «sussiste il pericolo di un danno grave e irreparabile per la ricorrente non essendo ella un pediatra massimalista». Ma il caso resterà aperto ancora a lungo: «L’ulteriore trattazione alla udienza pubblica» si svolgerà il 14 ottobre del 2022.
CAUSA ALLA ASL Dopo la pubblicazione del provvedimento del Tar, la Asl ha sospeso la pediatra nominata 5 mesi fa e invitato «i pazienti in carico a effettuare una nuova scelta in favore di un pediatra dell’ambito di Chieti, non massimalista». Una scelta obbligata, però, perché a Chieti l’unica pediatra non massimalista è proprio la ricorrente. Davanti alle tre righe della Asl, è scoppiata la protesta delle mamme e dei papà: in quasi 200 si sono ritrovati improvvisamente senza pediatra e in tanti l’hanno scoperto con il passaparola su Whatsapp. E adesso, sempre via chat, i genitori si stanno organizzando: dopo la rabbia affidata agli striscioni appesi in via Lago di Capestrano, allo Scalo, e alle mail indirizzate alla Asl, le famiglie vogliono contattare un’associazione a tutela dei consumatori per avviare un’azione legale collettiva. Nei prossimi giorni sarà presa una decisione.