Duecento cani del rifugio Senz’acqua e isolati
CHIETI. «Chi vuole, chi può, porti una pala e ci dia una mano». Nuovo appello di Margara Romano, volontaria dell’associazione Asada, per il canile rifugio “Achille Bonincontro”, che sta vivendo...
CHIETI. «Chi vuole, chi può, porti una pala e ci dia una mano». Nuovo appello di Margara Romano, volontaria dell’associazione Asada, per il canile rifugio “Achille Bonincontro”, che sta vivendo momenti particolarmente difficili. Non c’è luce, non c’è acqua, le fogne sono otturate, la neve ha distrutto diverse strutture e la strada d’accesso è stata riaperta solo nella tarda mattinata di ieri, grazie all’aiuto dei volontari della Protezione Civile Val Pescara Maurizio Benito, Massimo Angelucci, Mirko Caposano, Paolo Tucci e Marco Conte. Prima del loro intervento, i volontari dell’Asada erano stati costretti a raggiungere la struttura a piedi, lasciando l’auto su via Masci e inerpicandosi lungo strada San Salvatore. L’Asada, onlus presieduta da Danilo Ciancaglini, è particolarmente preoccupata per le previsioni meteorologiche che danno precipitazioni ancora più intense. Al momento nessun animale è deceduto a causa del freddo e della neve e tutti i 200 cani sono in salvo. L’associazione rinnova, dunque, l’appello a non dimenticare il canile di Vallepara. A cercare di portare aiuto assicurando ai cani del cibo, in particolare umido, e delle coperte o pesanti indumenti smessi. (a.i.)

