Duomo, cade pezzo di cornicione

Transennato l’ingresso principale di Santa Maria Maggiore
GUARDIAGRELE. Sono stati due giovani a dare l’allarme nella notte tra sabato e domenica: un pezzo del cornicione del duomo di Santa Maria Maggiore si è staccato finendo sulla piazza. Per fortuna che in quel momento nessuno stava passando sotto al monumento di Guardiagrele. La zona davanti all’ingresso principale del duomo è stata transennata in attesa del sopralluogo previsto tra oggi e domani e dei lavori di ripristino della modanatura. E ieri, con i negozi aperti e i mercati nelle due piazze, la notizia del cedimento era sulla bocca di tutti.
«Dal cornicione della torre campanaria si è staccato un pezzo di cimasa rifatto con il restauro del 1954 da parte della ditta Di Sciascio», spiega il professore Gabriele Vitacolonna, conservatore dei beni culturali e artistici di Guardiagrele. «Si tratta di un pezzo di 20-30 centimetri formato da mensole con bassorilievi e con la parte finale che assolve alle funzioni di gronda. Da una prima verifica», prosegue Vitacolonna, «è venuto fuori che il pezzo di cornicione è pieno di acqua. La parte che guarda verso la torre campanaria è tutta catramata, con l’ultimo tratto senza protezione per evitare che la guaina arrivasse fino al bordo. L’infiltrazione di acqua, dunque, ha creato quel distaccacamento visto che la parte caduta è bagnata come una spugna. Il duomo», sottolinea Vitacolonna, «è in pietra della Maiella: si tratta di carbonato di calcio che ha il vantaggio di asciugarsi subito ma anche di subire l’aggressione degli agenti atmosferici».
In tanti si sono chiesti se le vibrazioni prodotte dal movimento delle campane possano avere contribuito al crollo. «C’è uno studio della facoltà di Architettura dell’Università d’Annunzio», riprende Vitacolonna, «che definisce ottima la staticità del duomo con le campane. Tra l’altro anche la ditta che ha realizzato il castello di sacri bronzi ha creato una sorta di cuscinetto che ammortizza i movimenti prodotti durante il suono. Tra domani e martedì (oggi e domani per chi legge, ndr), faremo un sopralluogo per la riparazione». (r.o.)
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