Dà fuoco alla casa della rivale, a processo

5 Dicembre 2017

La gelosia alla base del rogo che distrusse un alloggio Ater. Nei guai anche la complice di Ortona

LANCIANO. Dà fuoco alla casa della rivale in amore con l’aiuto di una complice e finisce a processo. La presunta incendiaria è Sorayda Pena Del La Cruz, dominicana di 38 anni, latitante, la complice è Rosa Maria Vario, 32 anni, di Ortona: entrambe andranno a processo il 3 aprile 2018. Davanti al gip Marina Valente è approdato il caso dell’incendio doloso scoppiato nel rione Civitanova nell’estate 2016. Dietro al rogo, divampato in una casa Ater assegnata a S.C. di Lanciano, si nasconderebbe una storia di amore, tradimenti e gelosie. Secondo le indagini dei carabinieri ad appiccare il fuoco sarebbero state Sorayda Pena Del La Cruz, dominicana che risulta latitante da mesi, con l’aiuto della Vario (difesa dall’avvocato Gian Paolo Rosato). Per il sostituto procuratore Serena Rossi, le donne volevano deliberatamente danneggiare la casa di S.C., rappresentata dall’avvocato Vincenzo Menicucci. Le due, la sera del 18 agosto 2016, come ricostruito dai carabinieri, sarebbero entrate nel condominio Ater, poi nell’appartamento e, mentre la Vario faceva da palo, la dominicana aveva reciso il tubo di collegamento della bombola del gas all’impianto energetico. Subito l’appartamento si era riempito di gas e l’accensione di una miccia avava fatto divampare il rogo. Un incendio di vaste proporzioni che i vigili del fuoco avevano domato dopo diverse ore. I pompieri a fatica erano riusciti ad entrare nella casa chiamati da un inquilino dello stabile del centro storico, il quale aveva visto uscire fumo dall’appartamento, vuoto in quel momento. La proprietaria era uscita. I vigili del fuoco avevano dovuto sgomberare l’edificio, dove c’erano sei famiglie, per il pericolo di un’esplosione e poi domare le fiamme che avevano distrutto l’appartamento (tutt’ora inagibile). Dietro questo rogo ci sarebbe la mano della Del La Cruz, gelosa dell’assegnataria dell’alloggio, rea di avere una relazione con il suo compagno. Subito si era parlato di un giro di droga e prostituzione: in realtà nel corso delle indagini è emerso che la donna era gelosa della lancianese che le aveva soffiato l’uomo. Così, con la Vario, si era recata nel palazzo. Mentre questa faceva da palo, lei era entrata in casa e aveva reciso il tubo della bombola del gas. Una vendetta che poteva avere conseguenze ben più gravi. A processo le due donne proveranno a discolparsi. Quantomeno ci proverà la Vario, visto che la dominicana è latitante. (t.d.r.)
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