E 45 sindaci chiedono velocità nei tamponi

D’Emilio (Palena): esami da estendere subito ai familiari, senza attendere comunicazioni dello Iesp
PALENA. Quarantacinque sindaci mettono nero su bianco le loro richieste sull’emergenza coronavirus, al presidente della Regione Marco Marsilio e chiedono un intervento.
«Riteniamo che vada profuso il massimo sforzo per contrastare sia il contagio e sia la malattia, atteso che gli strumenti disponibili ad oggi sono del tutto insufficienti», affermano i primi cittadini di Altino, Archi, Atessa (comune capofila del Comitato dei sindaci), Bomba, Casoli, Castiglione Messer Marino, Civitaluparella, Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Colledimezzo, Fallo, Fara San Martino, Frisa, Gamberale, Gessopalena, Lama dei Peligni, Lanciano, Lettopalena, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Mozzagrogna, Paglieta, Palena, Palombaro, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Rocca San Giovanni, Roccascalegna, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, San Vito Chietino, Sant’Eusanio sul Sangro, Scerni, Taranta Peligna, Torricella Peligna, Vasto, Villa Santa Maria.
Tra le richieste avanzate ci sono: una gestione più snella e spedita dei tamponi. «Appare evidente», afferma Claudio D’Emilio, sindaco di Palena «che nei casi di Covid-19 acclarati, il tampone vada esteso immediatamente a tutta la famiglia e, contestualmente tutta la famiglia deve essere messa in quarantena automatica, senza attendere le comunicazioni dello Iesp (Igiene epidemiologia e sanità pubblica, ndc) che per ovvi motivi arrivano con forte ritardo, eventualmente su iniziativa del sindaco e del medico di base».
Per i sindaci si ritiene essenziale che sia organizzata la task force di medici per la gestione dei tamponi, che devono essere estesi anche ad altre categorie a rischio: addetti alle farmacie, ai generi alimentari ed altri servizi essenziali per il rifornimento di merci ai cittadini.
«Riguardo alla cura della malattia o all’assistenza ai malati in condizioni critiche, è necessario che la Regione metta in campo tutte le risorse disponibili e reperibili per attrezzare un numero congruo di posti letto ospedalieri per la Terapia intensiva e sub-intensiva. A tale proposito, i sindaci sollecitano la definizione degli ospedali deputati ad accogliere i malati di Covid-19. «I campanilismi a cui ad oggi è imputata la mancata scelta», dicono, «non possono in alcun modo impedire l’azione della Regione, unica responsabile della sanità abruzzese».
I sindaci, infine, ritengono necessari essere informati giornalmente sulle iniziative intraprese o portate a termine. (m.d.n.)
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