E a Punta Aderci riprende l’assalto delle auto

Neanche l’annuncio di sanzioni da 122 euro scoraggia l’accesso dei veicoli all’area naturale protetta
VASTO. Tolgono la catena, entrano con le auto e, dopo aver “scaricato” passeggeri, ombrelloni e sdraio, tornano indietro. Neanche le catene e i lucchetti, accompagnati dall’annuncio di sanzioni salatissime, riescono a scoraggiare l’accesso alle auto nella riserva naturale di Punta Aderci. Ieri mattina, nonostante i divieti, molte macchine erano parcheggiate lungo i sentieri dell’area protetta, pur sapendo che in caso di controllo della polizia municipale sarebbero incappati in pesanti multe: 81 euro per il divieto di transito e 41 euro per chi lascia l’auto lungo i sentieri, per un totale di 122 euro. Altre auto sono state lasciate in divieto di sosta prima della catena, creando caos e intralcio all’eventuale passaggio dei mezzi di soccorso, all’accesso dei disabili e impedendo le manovre di retromarcia di chi, nonostante i divieti, percorre la strada sterrata. «Non osiamo pensare cosa succederà a Ferragosto», commentavano ieri alcuni frequentatori della riserva di Punta Aderci, sconcertati dai comportamenti incivili di quanti si avventurano lungo i sentieri nonostante le catene e i lucchetti. Ma ci sono anche le persone rispettose che parcheggiano le macchine nell’area di sosta o lungo i vialoni della zona industriale, raggiungendo a piedi spiagge e calette.
«Devo dire che rispetto agli anni passati la situazione è migliorata», tira le somme Alessia Felizzi, referente della Cogecstre, la cooperativa di Penne che gestisce l’oasi costiera, «si è vero ci sono ancora tante persone indisciplinate che snobbano i divieti e che entrano con le auto, ci sono i furbetti che fanno servizio taxi, ma ci sono anche molti visitatori rispettosi. L’altra nota positiva è il maggior controllo da parte della polizia municipale», conclude l’addetta.
L’ordinanza di chiusura, scattata il 1° maggio scorso, si è resa inevitabile dopo l’approvazione del progetto sulla viabilità della “Via Verde” della costa dei trabocchi da parte del ministero dello Sviluppo economico, che ha condizionato i finanziamenti per la pista ciclabile alla interdizione dell’accesso alle auto. Il provvedimento è stato motivato anche dalla necessità di garantire sicurezza e protezione ambientale, dal momento che la zona è stata spesso oggetto di atti vandalici, con danneggiamento alle strutture ed alla vegetazione.
Anna Bontempo
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