E ad Atessa è ancora battaglia «Vigileremo sul San Camillo»

ATESSA. Non abbassa la guardia il gruppo di maggioranza Uniti per Atessa dopo l'annunciata «integrazione funzionale» tra gli ospedali di Lanciano, Vasto ed Atessa che dovrebbe portare vantaggi e un’ef...
ATESSA. Non abbassa la guardia il gruppo di maggioranza Uniti per Atessa dopo l'annunciata «integrazione funzionale» tra gli ospedali di Lanciano, Vasto ed Atessa che dovrebbe portare vantaggi e un’effettiva ripresa dell’attività chirurgica anche nel San Camillo. «Esprimiamo la nostra soddisfazione per la scelta della direzione della Asl», afferma in una nota Uniti per Atessa. «Ovviamente seguiteremo a vigilare soprattutto per verificare che si tratti di “Day surgery”, che è l’ultimo tassello da aggiungere per completare l’ospedale di area disagiata. Non vorremmo, infatti, che l'attuale difficoltà di rispondere alle osservazioni del “Tavolo di monitoraggio romano”, in materia di fabbisogno di personale, non essendo stata ancora approvata la rete ospedaliera, e quindi non sapendo che pesci pigliare a Roma, abbia portato la direzione della Asl a sperimentare, nel nostro territorio, il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, travestita da una “riorganizzazione funzionale”». Più di un anno fa, la maggioranza in consiglio comunale aveva chiesto alla precedente direzione della Asl di riaprire tutti i reparti previsti in un “Presidio ospedaliero di area disagiata”, tra cui la Day Surgery, nell’attesa dell'approvazione dell'intera rete ospedaliera da parte del tavolo romano. «All’epoca tutto ciò fu bollato come un “bluff”. Adesso che l’attuale direzione della Asl e la nuova giunta regionale sembrano voler seguire la stessa strada, il "bluff" si tramuta in “fatti che iniziano a prendere il sopravvento”. Oppure stiamo confondendo, per Atessa, un eventuale potenziamento (ben venga) della chirurgia ambulatoriale, che già c’è, con la Day surgery, attività chirurgica ospedaliera oggi mancante?». Per il sindaco, Giulio Borrelli «il momento della verifica arriverà quando il tavolo romano di monitoraggio approverà la riorganizzazione dell’intera rete ospedaliera abruzzese, attualmente ferma perché devono ancora essere chiarite parecchie cose, a cominciare dai super ospedali, ovvero dai Dea di secondo livello di Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo».

