E al Pantalonificio d’Abruzzo altre 28 settimane di cassa integrazione dopo le festività

GISSI. A inizio 2015 il periodo nero attraversato dall’azienda due anni prima - si è temuta anche la chiusura della fabbrica - sembrava ormai archiviato grazie a nuovi importanti ordinativi. L’alluvi...
GISSI. A inizio 2015 il periodo nero attraversato dall’azienda due anni prima - si è temuta anche la chiusura della fabbrica - sembrava ormai archiviato grazie a nuovi importanti ordinativi. L’alluvione di febbraio e alcune decisioni del governo russo hanno tirato nuovamente il freno alla produzione dello stabilimento del Gruppo Canali. Dal 10 aprile i lavoratori che producono giacche dovranno fare 28 settimane di cassa integrazione guadagni. Il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà diluito in 3 mesi. Nella fabbrica tessile di contrada Terzi lavorano 270 persone. La produzione abruzzese viene esportata anche negli Stati Uniti e in Cina. Una verifica più puntuale sull’andamento produttivo sarà fatta a giugno. Per i lavoratori del Pantalonificio d’Abruzzo ci sono ancora i contratti di solidarietà. Il gruppo Canali ha più volte ribadito la propria intenzione a lasciare aperto lo stabilimento di Gissi. L’auspicio è che con l’arrivo dell’estate giungano anche notizie positive dalla Russia e dagli Stati Uniti. Per il momento la situazione, nonostante il periodo di crisi, non desta eccessiva preoccupazione. Le “montagne russe” su cui viaggia l’economia mondiale, tuttavia, inducono i sindacati ad un atteggiamento più discreto e prudente. (p.c.)

