E alla d’Annunzio ora si punta alla telemedicina: è il futuro

CHIETI. L’emergenza sanitaria alla d’Annunzio ha anche insegnato qualcosa. Per superare i problemi del lockdown l’università ha puntato sull’e-learning, l’apprendimento on line, sviluppando...
CHIETI. L’emergenza sanitaria alla d’Annunzio ha anche insegnato qualcosa. Per superare i problemi del lockdown l’università ha puntato sull’e-learning, l’apprendimento on line, sviluppando competenze e implementando nuove modalità d’insegnamento. «Abbiamo messo in gioco professionalità, risorse e creatività», dice il rettore Sergio Caputi, «e in questo modo siamo riusciti a non farci bloccare dalla pandemia». Il rettore ricorda che la d’Annunzio poteva sfruttare l’esperienza maturata nell’ambito della propria università telematica Leonardo da Vinci. Il bagaglio acquisito non verrà disperso, neanche quando si tornerà tutti in aula. Dallo scorso 1° luglio il rettore ha riaperto l’ateneo agli studenti, permettendo di tornare a fare esami in presenza, tesi, tirocini e persino il ricevimento dei professori, tutto con regole ben precise per evitare qualsiasi possibilità di contagio. Al momento, però, non c’è ancora alcun obbligo, gli stessi studenti possono decidere se tornare in ateneo o continuare con la modalità on-line; solo per le tesi c’è obbligo di discuterle in presenza. La didattica a distanza, dunque, non viene abbandonata.
A puntare sull’e-learning è anche il corso di studi di Medicina che vede nella telemedicina un nuovo orizzonte. In questo caso non sono stati ripensati soltanto i modelli formativi, ma anche quelli assistenziali. Lo sa bene Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro di eccellenza in Oftalmologia della d’Annunzio che è anche Centro nazionale di alta tecnologia (Cnat) e sede dell’unica Scuola italiana di chirurgia robotica. E proprio il centro di Oftalmologia è capofila in Italia di un progetto di telemedicina, realizzato in collaborazione con la Regione Abruzzo e la International Agency for Prevention of Blindness. L’obiettivo è contribuire a una riorganizzazione e una implementazione dell’assistenza sanitaria, spostandone il fulcro dall’ospedale al territorio, attraverso l’utilizzo di modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a distanza grazie all’uso di strumenti informatici sempre più tecnologicamente avanzati. (a.i.)

