E c’è lo sfratto al consiglio comunale

L’allestimento del seggio ha costretto al trasloco dell’assise cittadina, poi deserta
CHIETI. Di nuovo deserta la seduta in prima convocazione del consiglio comunale di ieri pomeriggio nel palazzo della Provincia. Anche questa volta la maggioranza con i numeri ballerini preferisce rinviare tutto in seconda, ma l’opposizione trova uno spunto polemico in più: perché l’aula consiliare non è disponibile e i pochi consiglieri presenti vengono dirottati in un’altra stanza, ben più stretta e angusta di quella consiliare. E i gruppi d’opposizione colgono al volo l’occasione per tornare ad accusare di illegittimità l’iter scelto dalla maggioranza, e in particolare dal presidente del consiglio Luigi Febo. Presidente che, nel convocare la seduta, non ha tenuto conto del fatto che da oggi si vota per il rinnovo del consiglio provinciale, e quindi l’aula era occupata per la preparazione del seggio elettorale.
«Al Comune di Chieti in onda “Le comiche”, non diretto da Neri Parenti bensì dal presidente Febo», ironizzano in una nota tutti i gruppi di minoranza, da Azione politica a Lega, Forza Chieti, FI, Di Iorio sindaco, Udc, Chieti Viva e FdI. «Convocata per le 18,30», continuano, «l’assise comunale nella sala consiliare della Provincia per l’approvazione urgente di una variazione di bilancio, anche stavolta con una convocazione preliminare di una commissione bilancio senza i termini di legge. Ma l’assurdità consiste nel fatto che alle 18.30 l’accesso in Provincia era precluso con il portone principale chiuso. Presenti i consiglieri Giampiero Riccardo e Serena Pompilio, raggiunti poi dal dirigente Angela Falcone e da Febo. Alle 19 l’appello si svolge non dove il consiglio è convocato, bensì in un piano e una stanza diversi da quelli indicati. Questo perché la sala consiliare della Provincia non è fruibile per le attività propedeutiche all’insediamento dei seggi per le votazioni provinciali. E allora cosa ha convocato il presidente del consiglio e soprattutto dove? Questo assume ancor più rilevanza se si considera che il consiglio comunale è indetto in seconda convocazione per venerdì. È legittimo tutto ciò?». Per i gruppi d'opposizione no. «L’appello», concludono, «si svolge illegittimamente nella sala della giunta provinciale al terzo piano».
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