E c’è un’altra accusa: la cognata ripresa di nascosto in bagno
CHIETI. Il giovane padre di Chieti finito in carcere con l’accusa di pornografia minorile è accusato anche di aver filmato la cognata con una telecamera nascosta. Sono sei i video recuperati dalla...
CHIETI. Il giovane padre di Chieti finito in carcere con l’accusa di pornografia minorile è accusato anche di aver filmato la cognata con una telecamera nascosta. Sono sei i video recuperati dalla polizia postale: in tre di questi la donna viene ripresa quando è in bagno; negli altri, invece, è inquadrata nelle parti intime mentre gioca con il figlio. Per il giudice Christian Corbi, è un’ulteriore conferma della «personalità deviata dell’indagato», che ha mostrato «una peculiare abilità di muoversi nell’ambiente dalla pedopornografia, possedendo più account, partecipando a diversi gruppi e utilizzando le piattaforme internet in voga tra i pedofili». E ancora: «L’elevatissima quantità di materiale pedopornografico, unitamente alla sua frequente cancellazione e quindi al successivo reperimento della stessa in via telematica, denotano un “consumo” sfrenato di immagini e di video di questo tipo. Del resto, anche l’elevato arco temporale durante il quale si è protratta la condotta delittuosa evidenzia un comportamento compulsivo e dipendente dello stesso dall’utilizzo del materiale in esame. Tale bisogno sfrenato ha spinto inoltre l’indagato da un lato a prediligere video di bambini abusati sessualmente in tenerissima età e, dall’altro, a mettere in atto sistemi di videoripresa non rivolti verso sconosciuti, ma nei confronti della cognata. Sintomatica della perversione fin qui descritta è proprio il sistema di videoripresa collocato nel bagno al fine di scorgere la donna».
L’indagato ha utilizzato per diffondere materiale pedopornografico anche un’utenza telefonica intestata al suocero, completamente estraneo ai fatti. (g.let.)

