E contro Del Vecchio firme in massa

Petizione a sostegno del rettore nel giorno in cui il dg sarebbe dovuto tornare
CHIETI. Aveva detto di voler riprendere servizio al vertice della d’Annunzio a partire da ieri, ma la diffida a tornare in Ateneo del nuovo rettore deve averlo trattenuto a casa. Così ieri mattina il direttore generale sospeso Filippo Del Vecchio non si è visto al rettorato di via dei Vestini. Se fosse venuto, oltre a polizia e carabinieri in borghese nuovamente chiamati per assicurare l’ordine e la sicurezza pubblica, avrebbe trovato ad attenderlo anche un gruppo di dipendenti che avevano promosso una raccolta firme a sostegno del rettore Sergio Caputi e contro di lui.
«Ancora una volta vicende di carattere giudiziario hanno investito l’università d’Annunzio», scrivono i dipendenti nel testo della petizione, «facendo ripiombare l’intera comunità in un clima di disorientamento e preoccupazione. Ribadiamo la nostra vicinanza all’azione del Magnifico Rettore e al contempo esprimiamo la nostra totale fiducia nella magistratura inquirente e giudicante. A tale riguardo ci preme sottolineare che la Corte di cassazione, nel merito del procedimento interdittivo a carico di Del Vecchio ha ritenuto fondate le accuse nei suoi confronti giudicando non motivate le sole misure cautelari e rinviando ai giudici di secondo grado il riesame degli atti. Ma aldilà del pronunciamento della magistratura vogliamo sottolineare che il cambio di governance che ha riguardato la nostra università certamente non può essere letto in continuità con l’azione di Del Vecchio; appare quindi irresponsabile l’atteggiamento di chi dopo aver creato non pochi problemi alla d’Annunzio arreca ulteriori gravi danni d’immagine a un ateneo già così duramente colpito». La petizione è stata firmata in massa dai dipendenti dell’università.
Anche la Cisl ha espresso «piena solidarietà e il più convinto sostegno» al rettore, commentando con «perplessità e sgomento» il tentativo di Del Vecchio di ripresentarsi al lavoro. La Cisl Università di Chieti, «nel dichiarare la propria disponibilità a promuovere tutte le iniziative opportune, non escluso lo sciopero, il ricorso al Capo dello Stato, al Miur e all’intero Governo, auspica che l’azione avviata dal magnifico rettore nell’impedire il rientro al suo posto di lavoro nei confronti del direttore generale sia proseguita con forza e determinazione per ridare all’Ateneo», conclude il sindacato, «la necessaria serenità operativa per rilanciarlo sul piano della ricerca scientifica, della formazione professionale dei giovani universitari e dello sviluppo sociale e culturale». (a.i.)
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