E da stamattina prendono servizio i rinforzi

1 Dicembre 2020

La responsabile Borgia: «Non solo virus: riattivate anche tutte le attività dei distretti sanitari di base»

CHIETI. Arriva più personale sanitario nelle Unità speciali di continuità assistenziale della provincia. Da oggi, oltre agli 8 medici per ogni Usca, ci sono anche gli operatori socio-sanitari (Oss). Le Usca della Asl potranno contare su 10 Oss e si spera che possano arrivare anche degli infermieri. A capo delle Usca di Chieti, Francavilla e Ortona c’è la dottoressa Rosa Borgia, direttrice dell’area distrettuale 1 di cui fanno parte i tre distretti sanitari de cui dipendono le Usca, le unità speciali di continuità assistenziali che sono diventate la prima linea nella battaglia al Covid. «L’Abruzzo è stata tra le prime regioni ad aver attivato le Usca», sottolinea la dirigente medico della Asl teatina, «lo abbiamo fatto ad aprile scorso. Era il sabato prima del giorno di Pasqua e mi ricordo che quel giorno io ero a Orsogna ad aprire la sede dell’Usca, che ora abbiamo spostato a Guardiagrele. Le altre sedi sono a Chieti, nel vecchio Santissima Annunziata, e a Francavilla». Le tre Usca servono il territorio dei 3 distretti con 28 comuni. Le Usca, come d’altronde i distretti, sono la sanità pubblica che esce dagli ospedali e agisce sul territorio. Lo fa in stretta correlazione con i medici di base: «La segnalazione circa un paziente positivo al coronavirus arriva dal medico curante», spiega la dottoressa, «da quel momento in poi noi attiviamo le Usca che diventano il braccio operativo dei medici curanti». Per le terapie i medici delle Usca si avvalgono della consulenza dei medici ospedalieri guidati da Francesco Cipollone, direttore della Medicina Covid all’ospedale di Chieti, e Jacopo Vecchiet, direttore del reparto di Malattie infettive del Santissima Annunziata. Nell’unità di crisi voluta dal direttore generale della Asl Thomas Schael sul coronavirus, la dottoressa Borgia rappresenta la medicina del territorio, la cui mobilitazione è stata fondamentale nella lotta al virus. Ma la medicina pubblica del territorio non significa solo i medici in tuta bianca che vanno a casa dei pazienti che hanno il Covid, significa anche portare avanti tutte le attività dei distretti sanitari di base. E su questo versante «abbiamo recuperato tutte le attività specialistiche sospese durante il Covid», assicura la dottoressa, «abbiamo rimodulato gli appuntamenti per garantire il distanziamento dei pazienti, ma stiamo portando avanti tutto». (a.i.)