E dalla voragine di via Corsea spunta il ponte medievale

21 Giugno 2019

LANCIANO. Il ponte dei Calzolari, e poi arcate medievali, cunicoli e camminamenti trovati tra i due e a 16metri di profondità. Continua a restituire tesori il sottosuolo cittadino. Questa volta ad...

LANCIANO. Il ponte dei Calzolari, e poi arcate medievali, cunicoli e camminamenti trovati tra i due e a 16metri di profondità. Continua a restituire tesori il sottosuolo cittadino. Questa volta ad aprire lo scrigno è la zona del Malvò e di piazza Garibaldi. Mentre si facevano gli studi per verificare lo stato della condotta di vico Corsea sprofondata il 31 agosto 2018, affidati dai lavori pubblici del Comune al geologo Luigi Carabba e all’architetto Piergiorgio Renzetti, gli speleologi di San Filippo Neri che si sono calati in nella condotta hanno trovato arcate medievali, cunicoli camminamenti e il ponte dei Calzolari.
Che ci fosse il ponte si sapeva perché assieme al ponte di Lamaccio (ancora presente sul lato del mercato coperto che porta verso la chiesa di San Nicola) era una delle tre strutture che permettevano di oltrepassare il fosso malsano, la Mala valle, una vallata anticamente definita anche Stercoraria, a causa dell’odore nauseabondo proveniente dalle ruelle acquatiche che vi confluivano per drenare il quartiere Civitanova dalle acque sporche e che s’indirizzavano verso il Feltrino. Fu l’architetto teramano Eugenio Michitelli a fare un primo intervento di chiusura delle acque paludose di fosso Malvò, superabile appunto tramite il ponte dei Calzolari, e poi fu l’architetto Filippo Sargiacomo a completare la copertura dell’ultimo tratto del fosso, piazza Garibaldi, e la condotta. Il ponte fino agli inizi dell’800 era calpestabile come riportato in una mappa dell’ingegnere Ralli (è nella biblioteca comunale) poi fu inghiottito dalla strada. Ci si chiedeva appunto se fosse stato demolito o solo interrato. Grazie alla scoperta si sa che è stato solo interrato.
L’arcata e la parte trovata, per ubicazione, morfologia, materiali è simile al ponte di Lamaccio, medievale. Poi sono stati trovati cunicoli e camminamenti da cui si accede anche tramite i fondaci delle case della zona. Questi, come riporta Vittorio Renzetti nel suo libro la “Guida di Lanciano. Città della musica delle fiere del miracolo”, erano stati usati anche durante la seconda guerra mondiale, come rifugi, e furono scoperti nel 2003 dallo speleo club di Chieti, ma poi non si andò avanti con l’indagine.
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