E Di Felice evita due giorni senza l’acqua

4 Marzo 2016

Nel cuore della notte l’assessore trova l’autospurgo che ha permesso di non lasciare a secco la città

CHIETI. Almeno due giorni con i rubinetti a secco evitati grazie a un intervento tampone. Ad inventarsi una soluzione per risolvere una situazione che avrebbe creato non pochi problemi alla città, fatta eccezione solo per Brecciarola e la parte più a valle dello Scalo, è stato l’assessore comunale ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice.

Tutto parte da quando, nel pomeriggio di mercoledì, arriva la notizia che la camera di manovra alla Civitella è allagata. L’allarme che segnala l’innalzamento dell’acqua non è partito e quando Di Felice arriva alla Civitella trova l’impianto completamente allagato. Oltre 300 metri cubi d’acqua hanno sommerso tutto. Il quadro elettrico in tilt e le pompe sott’acqua.

L’assessore alle 18 ha ordinato all’Aca l’interruzione della gettata idrica. E Chieti sarebbe rimasta a secco almeno per due giorni, se l’assessore non avesse chiesto aiuto a destra e manca per prosciugare l’impianto. Sono arrivati prima i vigili del fuoco con le loro pompe elettriche, ma risolutivo è stato l’invio da parte del Consorzio di bonifica Centro del più grosso autospurgo a disposizione.

«Lavorando tutta la notte», riferisce Di Felice, «alle 5 abbiamo tirato fuori tutta l’acqua. Alle 7 ho ordinato all’Aca di riaprire i rubinetti, chiedendo una maggiore quantità d’acqua. Mentre si riempivano i serbatoi a caduta, abbiamo smontato le quattro pompe, sostituite da una pompa nuova che avevamo nel magazzino comunale». Le pompe sono ora nei forni di asciugatura dove resteranno per due o tre giorni. Occhi puntati ora sull’unica pompa che lavora. (a.i.)