E Di Primio scrive anche a Renzi

22 Gennaio 2015

Il sindaco chiede alla proprietà dell’ex cartiera di diminuire il prezzo dei terreni

CHIETI. Proprio ieri il sindaco Umberto Di Primio è tornato a parlare del sito ex Burgo e lo ha fatto scrivendo una lettera direttamente al gruppo veneto di Altavilla Vicentina e al suo direttore finanziario, Nicola De Zolt, ma anche rivolgendosi alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al ministero dello Sviluppo economico e alla Regione Abruzzo. A tutti loro Di Primio ha voluto lanciare un appello affinché venga rivisto il prezzo di vendita dei terreni dove sorgeva la cartiera, in modo da facilitare le trattative di cessione del sito, che rimangono al momento complicate. «Nel 2008, insieme all'amministrazione che mi ha preceduto, avete convenuto di abbattere la storica cartiera di Chieti grazie alla quale trovavano lavoro, all'interno e nell'indotto, quasi settecento persone», ha esordito così nella missiva il primo cittadino teatino. Dopo che la stessa cartiera è stata rasa al suolo, alle maestranze ed alle loro famiglie è rimasta la sola speranza di poter tornare a lavorare nelle nuove attività ricomprese nel cosiddetto progetto In.Te. Ma «a tanti anni di distanza da quella scelta difficilmente condivisibile, pur avendo la mia amministrazione posto in essere ogni forma di possibile attenzione affinché il progetto potesse realizzarsi, mi viene rappresentato dall'ingegner Merlino la difficoltà a chiudere l'iniziativa a causa del prezzo di cessione fissato per i terreni di vostra proprietà», ha poi proseguito Di Primio. «Vi chiedo, offrendo il tavolo istituzionale comunale come luogo di mediazione, di voler rivedere il prezzo di vendita dei terreni ove sorgeva la cartiera, così da renderlo più vicino sia ai reali valori di mercato, sia alle possibilità di chi vuole investire». Il sindaco di Chieti ha richiesto alla Burgo e alle istituzioni una maggiore attenzione sul problema di tutti quei lavoratori che fino a qualche anno fa erano impiegati in quella cartiera: «Vi chiedo di fare in modo che le promesse fatte ai vostri ex dipendenti di poter tornare a lavorare negli insediamenti produttivi nascenti sulle vostre aree, possano completarsi attraverso il progetto di sviluppo sulle aree già sede della cartiera. Il vostro gruppo e chi in precedenza ha gestito la cartiera di Chieti, ha certamente dato tanto al nostro territorio ed alla mia città, così come tanto la cartiera ha avuto da quanti vi hanno lavorato. La chiusura, però, ha indubbiamente creato uno squilibrio tra quello che la cartiera ha dato a Chieti e quello che la città ed i lavoratori hanno dato ad essa». Di Primio vorrebbe che la sua proposta fosse considerata con la massima urgenza e «con spirito positivo».

Per tale motivo, oltre che alla Burgo si è rivolto alle istituzioni, affinché pongano in essere «tutte le azioni possibili perché la vicenda possa trovare una positiva soluzione».(a.s.)

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