E domani al museo di Capasso il convegno su quei morti

19 Aprile 2016

CHIETI. L'eccidio di Santa Cecilia è oggetto di un convegno che si svolgerà nel Museo Universitario, Piazza Trento e Trieste, domani alle 17,30. Organizzato da Archivio di Stato, Associazione Linea...

CHIETI. L'eccidio di Santa Cecilia è oggetto di un convegno che si svolgerà nel Museo Universitario, Piazza Trento e Trieste, domani alle 17,30. Organizzato da Archivio di Stato, Associazione Linea Gustav, Anpi e Università D'Annunzio, l'incontro ("Alle radici di un massacro: l'operazione Simcol e la strage di Santa Cecilia") verrà introdotto da Luigi Capasso, direttore del Museo, e moderato da Antonello De Berardinis, direttore dell'Archivio di Stato di Chieti.

Le relazioni sono del gruppo ricerche "Atlante delle stragi": Nicola Palombaro ("L'esperienza dell'Atlante delle stragi"), Martina Mancinelli ("La strage di S. Cecilia di Francavilla nelle fonti italiane"), Andrea Di Marco ("Le fonti tedesche e la ricostruzione degli eventi"), Francesco Di Cintio ("Fonti inglesi declassificate e una possibile nuova interpretazione dei fatti"). E' proprio questa "declassificazione" delle fonti inglesi operata da Di Cintio (che ha indagato a lungo in Inghilterra presso gli archivi militari accessibili solo a pochi e selezionati studiosi), incrociata con le ricerche negli archivi tedeschi svolte più volte da Di Marco, a creare un «filo rosso - ha detto Di Cintio - di collegamento tra la strage di Capistrello e quella di S. Cecilia», nel senso che, in base ad una disposizione del Reich, «i commandos aviotrasportati alleati catturati dai tedeschi, sarebbero stati fucilati sul posto insieme ai civili che li avessero aiutati».

La storia della Linea Gustav e degli avvenimenti tragici del '43/'44 dovrà probabilmente essere rivista e riscritta in modo nuovo, tenendo presenti le cosiddette "operazioni speciali alleate" collegate con le stragi naziste. Una di queste ebbe luogo a Capistrello il 1° giugno 1944 con il lancio di una sessantina di paracadutisti britannici nell'area montuosa fra Trasacco e Collelongo. Furono aiutati dalla gente del posto, e quasi subito si scontrarono con i tedeschi che tre giorni dopo massacrarono trentuno civili per rappresaglia. Uguale sorte toccò al giovanissimo contadino, Luigi Ilari, che aveva caricato sul suo mulo due pesanti radiotrasmittenti inglesi. (g.m.)