E Ferrara abbraccia i genitori: non siete soli

Il sindaco in contatto con i medici. L’incoraggiamento degli amici: «Per favore, lotta e non mollare»
CHIETI. «Sento forte il dolore di questa notizia, non solo come dovere di primo cittadino: ho nipoti di 14, 11 e 10 anni che fanno sport e mi sono immedesimato come nonno in questa situazione». Così il sindaco Diego Ferrara interviene sul caso del ragazzino di 12 anni colpito da un fulmine durante l’allenamento di calcio e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Pescara. «La mia vicinanza emotiva alla famiglia è assoluta e partecipata. Appena sono venuto a conoscenza dell’episodio, ho subito telefonato al primario del pronto soccorso Emmanuele Tafuri. Un bambino dovrebbe essere solo felice e mai, dico mai, avere problemi di salute o di qualunque sofferenza. Credo che per un genitore sapere che il proprio figlio sia in pericolo e non poter fare nulla sia atroce. È per questo motivo che vorrei poter dare loro una parola di conforto e fare capire che non devono sentirsi soli. Dobbiamo sperare che la durata dell’arresto cardiaco non abbia determinato danni cerebrali», conclude il sindaco.
Vicinanza alla famiglia del giovanissimo calciatore del River ’65 è stata espressa anche da altre realtà sportive. «E pensare che su quel campo, fino a trenta minuti prima, c’eravamo io e i miei ragazzi», scrive sui social l’allenatore Davide Antignani, che poi si rivolge direttamente al dodicenne: «Ora devi fare il gol più importante: in tantissimi stiamo pregando per te. Che rimanga solo un brutto sogno: per favore, lotta e non mollare». (g.let.)
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