E gli studenti a lezione dall’attore Perrotta
All’auditorium Cianfarani il cabarettista racconta Majano: «La sua passione sia da esempio ai giovani»
CHIETI . «Una passione fomentata dallo studio e dalla cultura, che è diventata un lavoro e poi un’eccellenza. Questo deve spronarvi ad essere unici e speciali: è il motivo per cui gli organizzatori hanno voluto questo appuntamento». Sono le parole pronunciate dall’attore e cabarettista Federico Perrotta agli studenti delle scuole di Chieti che ieri mattina hanno partecipato a uno degli appuntamenti previsti all’interno del Premio Majano.
All’auditorium Cianfarani Perrotta ha parlato di Anton Giulio Majano, regista, sceneggiatore e scrittore teatino considerato a tutti gli effetti il papà delle attuali fiction. Tra le sue tante regie, ricordiamo “Capitan Fracassa” (1958), “L’isola del tesoro” (1959), “Delitto e castigo” (1963), “La cittadella” (1964),“Tenente Sheridan: La donna di fiori” (1965), “La freccia nera” (1968-1969), “E le stelle stanno a guardare” (1971) e molti altri ancora. Perrotta ha descritto Majano, lo ha fatto con il prezioso contributo storico di Aurelio Bigi, con la proiezione di alcuni film (brevi passaggi) e momenti divertenti che hanno mantenuto alta l’attenzione dei ragazzi.
«Questo premio è nato sotto i migliori auspici come tributo alla memoria di un cittadino illustre e amato in tutta Italia perché è stato motore e parte della storia della televisione nazionale», ha commentato il vicesindaco Paolo De Cesare, presente in platea insieme al direttore artistico Davide Cavuti. «L’appuntamento di questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è stato intenso e partecipato. Vogliamo far riavvicinare le scuole a queste personalità che hanno fatto la storia del nostro Paese. Per il loro tramite, inoltre, riusciamo a valorizzare la nostra città e il nostro grande patrimonio». Quindi i ringraziamenti a Perrotta e Bigi per come hanno portato avanti la mattinata: «È stato fatto tutto magistralmente».
Proprio da Perrotta è arrivato un invito ai giovani: «Anche davanti al più grande riconoscimento della storia non ci si può fermare. Quando cadiamo dobbiamo continuare a combattere». Ora la giornata finale: «Abbiamo il Marrucino pieno», ha concluso De Cesare, «sarà una chiusura partecipatissima quella che vedrà la consegna dell’Achille d’argento, un buon inizio per un Premio che faremo crescere per il futuro». (a.s.)
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