E Guardiagrele celebra le vittime

Consueta cerimonia in via Ghetto nel paese che ebbe due “Giusti tra le Nazioni”
GUARDIAGRELE. L'amministrazione comunale con una speciale celebrazione ricorda domani il "Giorno della Memoria". Alle ore 11.30, in via del Ghetto, alla presenza delle scolaresche, di rappresentanti di associazioni d'armi e del volontariato, il sindaco Donatello Di Prinzio, depositerà una corona di alloro ai piedi della lapide dedicata alle vittime della Shoah. «Guardiagrele», ricorda Di Prinzio, «fu una protagonista di quei terribili giorni, essendo stata dal 1938 al 1943, luogo di internamento di ebrei. In quel periodo ne transitarono 69, di cui cinque vennero poi trasferiti nei lager nazisti. Due guardiesi, i coniugi Emidio e Milietta Iezzi», ricorda Di Prinzio, «per aver messo a rischio le proprie vite per salvare quelle di ebrei perseguitati, il 17 aprile del 1996, ricevettero dallo Stato di Israele, l’alto riconoscimento di "Giusti tra le Nazioni". Quei giorni l'intera cittadina si adoperò per aiutare la gente del ghetto. Anche il maresciallo dei carabinieri della locale caserma, Camillo Neviani, a cui i tedeschi affidarono la gestione del ghetto, chiudendo spesso gli occhi cercò di nascondere, far scappare e salvare quanti più ebrei possibile. Arrivò persino a far dormire le sue tre figlie nella prigione, per ospitare a casa sua tre ragazze ebree, spacciandole per figlie. Sempre lui», conclude Di Prinzio, «il 4 febbraio del 1942 fece poi arrivare qui il rabbino Elio Toaff per celebrare il matrimonio di due ebrei del ghetto: Maria Luisa Moldawer, autrice del libro "Internata n. 6", primo diario pubblicato sulla vita in un campo di concentramento, e Samuel Eisenstein, diventato poi uno dei più famosi psicanalisti degli Usa». Va ricordato che Guardiagrele ha il merito di aver celebrato il "Giorno del ricordo" dedicato all'Olocausto, con il sindaco Mario Palmerio, prima ancora che fosse istituito dalla legge nazionale n 211 del 2002. (g.i.)
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