E i capi del Pd scaricano Renzi «Italia Viva è solo un errore»

19 Settembre 2019

LANCIANO. L’uscita di Matteo Renzi “gela” il Pd cittadino che resta principalmente al suo posto oppure attende i futuri sviluppi. È questo lo scenario all’indomani della scelta dell’ex premier ed ex...

LANCIANO. L’uscita di Matteo Renzi “gela” il Pd cittadino che resta principalmente al suo posto oppure attende i futuri sviluppi. È questo lo scenario all’indomani della scelta dell’ex premier ed ex segretario del Pd, di fondare un nuovo movimento, Italia Viva. Una decisione che non è piaciuta alla maggioranza degli esponenti locali del Pd. «Quello di Renzi», dice il segretario cittadino, Rosetta Madonna, «lo trovo un errore gravissimo per il Pd e per il Paese. Dividere il Pd è una follia, soprattutto per chi ha creduto in un partito riformista, plurale e democratico. Renzi inoltre non ha considerato a fondo le implicazioni sul territorio, in cui si possono creare degli squilibri». Critico con Renzi è anche il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, che in passato lo aveva sostenuto: «Segretario si viene eletto una volta», spiega, «e lo si rimane per sempre nello stile, nella responsabilità e nell’onere di un afflato non divisivo. Ero e sono semplicemente iscritto al Pd e lì resto». E dello stesso avviso sono anche l’assessore all’urbanistica Pasquale Sasso e i consiglieri Elisabetta Merlino, Maria Saveria Borrelli, Carmine Lanci Lanci. Nel Pd restano anche i renziani di ferro della prima ora, l’assessore alla cultura Marusca Miscia e il capogruppo in consiglio Angelo Laccisaglia. «Sono stata eletta nel Pd dove ho iniziato un percorso che intendo portare avanti nell'interesse primario della comunità», spiega Miscia, «la scelta di Renzi di occupare uno spazio diverso può essere condivisibile o meno, è un’operazione che riguarda le dinamiche dei gruppi parlamentari. Come tutti gli amministratori, sento di dover lavorare per il bene della comunità che mi ha eletto attraverso la delega che mi è stata conferita». «Resto per cambiare il Pd dall’interno», commenta Laccisaglia, primo firmatario della mozione Giachetti e eletto nell’assemblea nazionale, «il Pd ha sempre avuto anime diverse, coerenza vuole che questa pluralità venga preservata». (d.d.l.)