E i residenti protestano: «Siamo delusi»

I comitati: «Dopo aver avviato la raccolta firme, pronti a manifestare anche in modo più duro»
CHIETI. «Deludente». È l’aggettivo più gettonato dai responsabili dei due comitati civici sorti contro il progetto del raddoppio ferroviario. Sia Gianni Di Labio, esponente teatino del comitato Comferr, sia Paola Sablone, presidente del comitato FerroVia Chieti Scalo, si aspettavano che il consiglio desse anche voce ai cittadini. «Nella seduta», dice Di Labio, «non abbiamo notato aperture sostanziali. Andiamo avanti con la petizione, ma se le cose non dovessero cambiare organizzeremmo manifestazioni di protesta ancora più dure. Abbiamo comunque apprezzato l’intervento dell’onorevole Camillo D’Alessandro che si è messo a disposizione per organizzare un incontro con la viceministra ai trasporti Teresa Bellanova e con la presidente della Commissione trasporti 3 e ci facciamo promotori di questo incontro». Anche per Sablone è importante riuscire a «farci ascoltare dalle istituzioni che sembrano ignorare i problemi delle ricadute del progetto nella zona tra San Martino e il bivio di Brecciarola. Questa zona, con quattro siti di stoccaggio del cantiere, diventerà una discarica a cielo aperto. Noi crediamo che questo progetto abbia poco a che fare con il turismo e molto con lo spostamento delle merci: in pratica si va a distruggere un’intera area metropolitana al solo scopo di velocizzare il traffico merci tra Roma e la linea adriatica. Lo Scalo diventerà unicamente uno snodo ferroviario industriale. Abbiamo comunque apprezzato gli interventi del senatore Luciano D’Alfonso e del consigliere Mario Colantonio». (a.i.)
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