E il capo dello staff lascia il sindaco

23 Giugno 2023

Di Nicola va via dopo 6 mesi: «Troppi impegni, scelgo il conservatorio di Pescara»

CHIETI. Dopo appena sei mesi dall’incarico di capo dello staff del sindaco di Chieti, l’ex consigliere regionale e in passato sindaco di Pescina Maurizio Di Nicola si dimette dal suo ruolo. Dal 1° luglio prossimo lascerà il Comune per continuare a occuparsi a tempo pieno del conservatorio di Pescara, di cui è presidente, ufficialmente per ragioni legate a un allungamento dei tempi di lavoro, fuori dagli orari di ufficio canonici, inevitabile con l’avvio della procedura di dissesto finanziario. La decisione è stata formalizzata con la determina dirigenziale di mercoledì scorso, anticipata da Di Nicola con una lettera in cui ringrazia i dipendenti e i colleghi dello staff del sindaco Diego Ferrara «per la collaborazione e la dedizione che hanno offerto al lavoro» auspicando «che possano sempre più, e sempre meglio, collaborare per prontamente riscattare la brutta pagina del dissesto a cui l’ente è stato costretto».
Il documento si conclude con un pensiero alla città di Chieti, definita «fascinosa nonostante le ultime ombre e mai scoraggiata dalle costanti spoliazioni, affinché risorga presto al blasone storico che merita nel panorama delle città d’Abruzzo e d’Italia».
Contattato telefonicamente, Di Nicola ha così spiegato le motivazioni alla base della sua decisione: «È un momento fondamentale per l’amministrazione, il dissesto richiede un grande sforzo e un impegno costante, ben più importante di quello che ho svolto finora negli orari di ufficio, salvo piccole deroghe compatibili con il mio percorso di vita e con il mio ruolo pubblico di presidente del conservatorio». «Il sindaco», aggiunge, «oggi ha bisogno di qualcuno che lo affianchi per tutto il tempo necessario per la fase delicata di verifica delle responsabilità pregresse. Mi auguro che possa trovare qualcuno disposto a lavorare h24, cosa che io non posso garantire. Ho sperato fino alla fine che l’ente non andasse in dissesto, ma non ho potuto dare il mio contributo alla stesura di un piano di salvataggio che di fatto era già pronto. Dopo sei mesi mi sono trovato di fronte a una scelta: o il Comune di Chieti o la presidenza del conservatorio di Pescara. Ho quindi fatto una scelta di chiarezza anche per rispettare i tanti progetti avviati con il conservatorio». (y.g.)
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