E il Comune paga i fornitori sempre più tardi

Parere favorevole degli esperti contabili sul conto consuntivo 2020, ma ci sono problematiche irrisolte
CHIETI. Arriva l’atteso parere dei revisori dei conti al conto consuntivo 2020. È positivo, anche se il collegio presieduto da Angelo Palombizio e composto da Alfonso Di Sabatino Martina e Luciana Cucinella, bacchetta l’amministrazione su una serie di problematiche non risolte. I revisori rilevano infatti «il permanere del continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria. In merito il collegio conferma quanto evidenziato nel parere al conto consuntivo 2019, laddove rimarca la scarsa propensione dell’ente a incidere sulle riscossioni affidate in concessione a enti esterni e a società partecipate e, pertanto, esorta nuovamente i dirigenti, per quanto di loro competenza, a monitorare costantemente l’andamento della riscossione collegandosi direttamente sui portali all’uopo attivati (o da far attivare) dai concessionari».
I rilievi sono sostanzialmente gli stessi che l’organo muoveva alla precedente amministrazione. Tra i principali nodi c’è sempre quello della riscossione ed ecco perché l’amministrazione continua a interrogarsi sul futuro della Teateservizi, la società che gestisce la riscossione delle tasse comunali, senza per il momento essere giunta a scelte decisive. Il collegio dei revisori ribadisce anche «le criticità già espresse in merito all’ampia sproporzione tra il totale dei residui attivi (87.059.258 euro) e il totale dei residui passivi (33.325.891 euro)». Per quanto riguarda i problemi di liquidità, i revisori chiedono al Comune di «adottare adeguate misure organizzative al fine di garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, e le opportune misure correttive che consentano il rientro nei termini di legge, dell’indicatore di tempestività dei pagamenti dell’anno 2020».
Nel 2020 il Comune ha fatto anche peggio che nel 2019 nei ritardi dei pagamenti: l’indicatore di tempestività dei pagamenti è pari a 106,86 giorni, contro i 101,02 giorni del 2019. Anche per questo dato, i revisori si dicono favorevoli al predissesto, vale a dire alla procedura di riequilibrio finanziario avviata dal Comune.
Per quanto riguarda le società partecipate, è sempre Teateservizi quella che desta maggiore perplessità: «Dalle informazioni pervenute», scrivono i revisori, «si rileva il potenziale rischio di perdita della continuità aziendale con evidenti ripercussioni in termini di danni patrimoniali. Valuti l’ente l’ipotesi di effettuare accantonamenti prudenziali, finalizzati all’assorbimento di eventuali perdite. Il collegio rinnova l’invito a porre in essere le attività propedeutiche alla reinternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi o all’individuazione di un nuovo concessionario della riscossione, previa fissazione di adeguati obiettivi strategici». (a.i.)
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