E il Comune spalanca le porte ai re delle cliniche private

5 Marzo 2016

CHIETI. Lorenzo Spatocco e Luigi Pierangeli si sono presentati ieri poco dopo mezzogiorno in Comune. Nonostante le richieste, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni e si sono chiusi in una stanza...

CHIETI. Lorenzo Spatocco e Luigi Pierangeli si sono presentati ieri poco dopo mezzogiorno in Comune. Nonostante le richieste, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni e si sono chiusi in una stanza per un incontro con l’assessore comunale alla Sanità, Alessandro Bevilacqua, e il dirigente comunale responsabile del Suap, Angela Falcone. La Falcone è il dirigente che ha firmato il documento dove si dice che la richiesta della Synergo, società che gestisce la clinica Spatocco, in merito a una comunicazione di inizio lavori nella struttura sanitaria, era “inaccoglibile”, perché più che semplici lavori interni faceva pensare a una “trasformazione” di altro tipo. Proprio su questi temi abbiamo sollecitato i due imprenditori, che però si sono trincerati nel silenzio.

Abbiamo atteso che trascorressero le oltre due ore di vertice ma, quando la porta si è riaperta, sono usciti soltanto Bevilacqua e l’avvocato Tommaso Marchese, noto avvocato. Spatocco e Pierangeli sono usciti alla cheticella. Chissà da dove visto che abbiamo presidiato per tutto il tempo l’anticamera dell’ufficio del sindaco dove si stava tenendo l’incontro.

Vertice che, però, non ha riguardato lo stesso primo cittadino che si è limitato a cedere la sua stanza, entrando, ha detto, solo per prendere la giacca. «E’ una questione che riguarda direttamente l’assessore alla sanità e la dirigente del Suap», ha commentato Di Primio. Più loquaci, al termine del vertice, sono stati l’avvocato Marchese e l’assessore Bevilacqua. «La riunione l’abbiamo richiesta noi», ha detto il legale, «perché abbiamo trovato sulla stampa certe cose di cui non avevamo avuto contezza. Però la riunione è servita proprio a fare chiarezza. Ci è stato spiegato in maniera esaustiva che la nota sulla inaccoglibilità è stata scritta quando non si era ancora conoscenza del decreto commissariale».

«Il procedimento prosegue», ha concluso Bevilacqua, «ora provvederemo ad aprire un tavolo tecnico anche con la Asl per chiudere definitivamente la pratica». (a.i.)