E il Consalvi mette la marcia: in un anno 470 ricoveri

19 Aprile 2020

CASOLI. Quattrocentosettanta ricoveri nell’ospedale di comunità Consalvi di Casoli che, con l’area distrettuale Sangro Aventino (che comprendente i distretti di Atessa, Villa Santa Maria, Lama,...

CASOLI. Quattrocentosettanta ricoveri nell’ospedale di comunità Consalvi di Casoli che, con l’area distrettuale Sangro Aventino (che comprendente i distretti di Atessa, Villa Santa Maria, Lama, Torricella e Casoli), con direzione di Fioravante Di Giovanni, è il fiore all’occhiello di un intero territorio. Nel presidio di Casoli tra gli altri ci sono: punto di primo intervento, dialisi, radiologia, punto prelievi, ospedale di comunità, unità complessa di cure complesse primarie con teleconsulto, ambulatorio della fragilità con telemedicina, guardia medica, ambulatori (con cadenza settimanale o bisettimanale) di chirurgia ambulatoriale, cardiologia, geriatria, ortopedia, diabetologia endocrinologia, fisiatria, neuropsichiatria infantile, neurologia, otorino, pneumologia, ginecologia.
Per quanto riguarda i distretti di base, nel 2019, in quello di Atessa sono state elargite 2.269 prestazioni (quelle più numerose sono: urologia, 593 e oculistica, 776) con un ricavo di 37.875 euro. Nel distretto di Casoli invece le prestazioni complessive sono state 6.916 (più numerose: urologia, 1226, e ortopedia, 1272) con un ricavo di 126.318 euro; a Lama 32.442 di cui ben 28.730 dal laboratorio analisi e 2786 di fisioterapia, ricavo è stato di 129.166 euro; Torricella prestazioni 23.783 di cui 22.312 dal laboratorio analisi e 496 di cardiologia, ricavo 92.279 euro; Villa, ricavo 159.517 euro, prestazioni totali 11.976 più numerose, 4368 fisioterapia e 1246 radiologia.
Nel Pta Consalvi, invece, si sono avute 172.419 prestazioni tra fisiatria (6.285), geriatria (387), laboratorio analisi (151037), medicina (912), nefrologia (8671), pronto soccorso (1790), radiologia (3336) con un ricavo di 1.076.952 lire.
«Dobbiamo riabilitare i servizi territoriali ospedalieri perché possono essere la soluzione alle risposte e ai bisogni dei cittadini» afferma il sindaco Massimo Tiberini, che aggiunge: «ci deve caratterizzare una visione territoriale della sanità di base in considerazione della popolazione, in gran parte anziana e affetta da patologie croniche, e della distanza dei paesi dai centri più grandi». (m.d.n.)
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