E il consiglio si divide su Iotti e Berlusconi
Proposte per dedicare le sale del municipio alla prima donna presidente della Camera e all’ex premier
CHIETI. Da un lato Nilde Iotti, madre costituente e prima donna a ricoprire la carica di presidente della Camera dei deputati, dall’altro l’ex premier Silvio Berlusconi, scomparso di recente. Due figure politiche di primo piano che dividono il consiglio comunale teatino, chiamato domani a pronunciarsi sull’intitolazione di due sale, rispettivamente l’ufficio di presidenza del Comune alla prima (a seguito della presentazione dell’ordine del giorno della consigliera del gruppo misto Barbara Di Roberto) e la sala riunioni al secondo (su proposta dei consiglieri del polo civico Silvia Di Pasquale e Vincenzo Ginefra).
La seduta straordinaria è stata convocata per domani pomeriggio alle 17, dopo la discussione di due interrogazioni presentate da Stefano Costa (Forza Chieti) sul conferimento di incarichi al personale in quiescenza e da Serena Pompilio (Azione politica) sui libri scolastici della scuola primaria.
L’ordine del giorno presentato da Di Roberto si inserisce nell’ambito della «promozione di iniziative volte a una cultura socio-politico-istituzionale incentrata sulle pari opportunità ed equità di genere» e prevede, appunto, di apporre una targa per Nilde Iotti all’ingresso dell’ufficio del presidente. La proposta è appoggiata in maniera trasversale dalla consigliera di maggioranza Alberta Giannini (La sinistra con Diego) e dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase, che evidenzia come «Iotti, al di là dell’appartenenza partitica, nel suo percorso civile e politico, ha recato e impresso quello straordinario percorso di crescita democratica per i diritti delle donne e la parità di genere, spendendo tutta la vita nelle istituzioni per dare piena attuazione ai principi costituzionali consolidando i legami tra democrazia e società civile». Nel rivendicare «una rappresentanza piena e paritaria negli stessi campi della vita sociale, culturale, politica ed economica, come sottolineato dalla collega Di Roberto nel documento», Di Biase ricorda l’istituzione della commissione pari opportunità da parte dell’ex sindaco Umberto Di Primio e si augura che l’intitolazione «possa al più presto trovare condivisione anche degli altri gruppi consiliari e delle colleghe tutte» poiché «mira proprio a rendere effettivo questo cambiamento, a stimolare e supervisionare l’operato dell’amministrazione comunale affinché nessun provvedimento risulti discriminatorio o in violazione delle norme europee e degli accordi internazionali». «Occorre valutare», conclude, «l’impatto di genere delle leggi approvate e verificare che la legislazione nazionale sia in linea con quanto stabilito dalle norme europee e dagli accordi internazionali in materia di parità e non discriminazione». (y.g.)
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