E il rettore manda via il privato

2 Febbraio 2019

La d’Annunzio estromette l’università slovacca Sevs, nuovo braccio di ferro al Tar

CHIETI. L’università telematica Leonardo da Vinci è nata il 27 ottobre del 2004 per volontà della fondazione universitaria dell’ateneo d’Annunzio. La sede è a Torrevecchia Teatina nel cosiddetto “palazzo di vetro” al centro del paese. Dopo le dimissioni, a gennaio scorso, del rettore Franco Cuccurullo, attualmente l’ateneo è rimasto senza guida. Il presidente del consiglio d’amministrazione è Luigi Capasso, docente della d’Annunzio che ricopre la carica in forza del fatto che è presidente della fondazione d’Annunzio, da cui dipende l’Unidav. Il 6 novembre 2015 la fondazione d’Annunzio ha pubblicato un avviso per la ricerca di un partner istituzionale per il rilancio dell’ateneo telematico che assicurava una posizione maggioritaria all’interno del consiglio d’amministrazione Unidav. Il bando è stato vinto dalla Sevs (sigla che sta per Stredo euròpska vysoka skola v skalici), una università slovacca controllata dalla maltese Eduworld Holding, che ora la d’Annunzio vuole mandare via. Il rettore Sergio Caputi ha infatti revocato il gradimento della d’Annunzio al partner istituzionale e ha annullato l’atto di indirizzo che aveva avviato l’intera operazione. Il 1° giugno scorso, il cda dannunziano ha perciò deliberato «di annullare la delibera di consiglio d’amministrazione numero 277, assunta il 1° luglio 2015, nella parte relativa alla formulazione delle linee di indirizzo funzionali all’attivazione della procedura di gara per l’individuazione di un partner istituzionale in seno al cda dell’Unidav». A seguito di quest’atto si è mossa anche la fondazione d’Annunzio che, il 3 agosto scorso, ha firmato la delibera che annulla il bando del 6 novembre 2015 che ha aperto le porte alla Sevs. Quest’ultima ha già fatto ricorso al Tar per l’annullamento della delibera del 3 agosto.