E in aula oggi sarà guerra sul bilancio

18 Luglio 2017

Febo (Pd): ente incapace e pasticcione. Il M5S: c’è lo spettro del fallimento

CHIETI. «L’ente non ha adottato, ai sensi dell’articolo 9 del D.L. n.78/2009, convertito, con modificazioni, dalla 102/2009, misure organizzative (procedure di spesa e di allocazione delle risorse) per garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti». E ancora: «Dai dati risultati dal rendiconto 2016 l’ente non rispetta i parametri di deficitarietà strutturale - nn.2) 3) e 4) - indicati nel decreto del ministero dell’Interno del 18/2/2013». Così si legge sulla relazione del Collegio dei revisori dei conti riguardo alla contabilità comunale, nota che riporta il consigliere di “Chieti per Chieti”, Luigi Febo. Lì si continua a leggere: «Il mancato rispetto di tali parametri è causato dalla difficoltà a incassare i propri crediti che si riflette sull’impossibilità di pagare parte dei propri debiti e di ricostruire una posizione attiva di tesoreria». E continua: «Si rileva in particolare che la Teateservizi srl non ha prodotto la propria resa del conto». Il tutto quando la seduta del consiglio comunale di oggi, tra le altre cose, è in procinto di mettere ai voti proprio l’approvazione del rendiconto di gestione 2016.
«La situazione economica, patrimoniale e gestionale del Comune di Chieti - certificata (con riserve) in questo rendiconto - risulta pasticciona», commenta proprio Febo, «viene fuori un’incapacità evidente del Comune in relazione alle attività di controllo sulle proprie partecipate e sull’incapacità di queste di ottenere i risultati attesi». E aggiunge: «Sottolineo le nostre continue e legittime richieste al prefetto per nominare un commissario ad acta che rimetta ordine nella gestione contabile e amministrativa dell’ente».
Sulla vicenda intervengono anche i consiglieri a 5 stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo: «La relazione del Collegio dei revisori dei conti segue e conferma il giudizio ampiamente negativo che il Movimento 5 stelle ha sempre riservato alla gestione economico-finanziaria del Comune». Tantoché «lo spettro del fallimento sarebbe così minaccioso e tangibile», continuano i due consiglieri, «che gli stessi revisori dei conti raccomandano al Comune di operare in regime di gestione provvisoria (ai sensi dell’articolo 163 del decreto legislativo 167/2000)». In poche parole, spiega Argenio, «vi è, in primis, un’incapacità di riscossione e una prevedibilità finanziaria sbagliata. Ne escono, così, rendiconti di fatto falsificati. Si fanno proclami, ma l’attività amministrativa è ingessata». Poi alcuni dati: «Il Comune in un anno ha raddoppiato le somme di cui sostiene di essere creditore, passando da circa 16 milioni e mezzo di euro del 2015 agli attuali 31 e ha quadruplicato le cifre di cui risulta essere debitore, che variano da circa 9 milioni e mezzo agli attuali 41».
Per gli esponenti del Movimento «i rilievi critici sono tali e tanti che riteniamo comunque necessaria un’attenta e immediata attività di riordino di tutti gli uffici comunali, a iniziare dalla società partecipata Teateservizi che, stando a quanto riportato dai revisori dei conti, denota una scarsa capacità di riscossione a cui sarebbe legata grande parte della situazione deficitaria del Comune». Per Sara Marcozzi, consigliera regionale a 5 Stelle, la situazione finanziaria della Regione sarebbe «anche peggiore. La politica dei partiti, quella di chi dice che non sappiamo governare, ha fallito».
Edoardo Raimondi
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